Roma, 20 luglio 2021 – L’aumento degli attacchi fisici e delle molestie online contro i giornalisti sono in stretta relazione con il peggioramento delle condizioni di lavoro e della redditività dell’industria dell’informazione europea per la pandemia da Covid. A fare il punto sul difficile periodo che l’informazione sta attraversando su più fronti è il Media pluralism monitor 2021 del Centro per il pluralismo e la libertà dei media presso l’Istituto universitario europeo di Fiesole (Firenze).
I risultati di questa edizione del monitoraggio, spiega una nota, confermano le tendenze degli anni precedenti, dimostrando una “stagnazione generale o un deterioramento del pluralismo e della libertà dei media”.
L’aumento degli attacchi fisici contro i giornalisti è generalizzato, nonché minacce e molestie online. Il quadro generale è quello di un declino in Europa per quanto riguarda la protezione della libertà di espressione e la protezione del diritto all’informazione. Inoltre, secondo il Media pluralism monitor le condizioni economiche di lavoro dei giornalisti “continuano a peggiorare”, in particolare tra i freelance e i giornalisti indipendenti. Infine la sostenibilità economica dell’intera industria dell’informazione è “messa a repentaglio, anche a causa della crescente appropriazione dei ricavi pubblicitari da parte delle piattaforme digitali”. “Il Media pluralism monitor dimostra chiaramente l’attuale fragilità del pluralismo dei media in Europa alla luce delle turbolenze provocate dalla pandemia da Covid e dal continuo sconvolgimento digitale – ha affermato il professor Pier Luigi Parcu -. Mentre il Covid ha evidenziato l’importanza fondamentale del giornalismo di qualità professionale in tempi di crisi, assistiamo sempre più a episodi di violenza contro i giornalisti, minacce online e crescente incertezza economica. Tendenze come queste danneggiano la capacità dei giornalisti di svolgere il loro ruolo essenziale nella società al servizio del nostro discorso democratico”.