Morti sul lavoro, Orlando: “Serve curriculum per imprese”

Roma, 6 agosto 2021 – Continua la tragica sequenza di incidenti mortali sul lavoro, che negli ultimi giorni stanno colpendo l’Italia ed in particolar modo l’Emilia, dove solo poco dopo la morte di Laila El Harim, morta nel modenese intrappolata in un macchinario, arriva la notizia di Salvatore Rabbito, un operaio di 53 anni rimasto schiacciato da una ruspa mentre era in un cantiere autostradale a Parma.
Il Ministro del lavoro Andrea Orlando ha pertanto lanciato l’idea di un “curriculum” per le imprese. Durante il question time alla Camera, il Ministro ha assicurato l’impegno per una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, come già sostenuto durante il colloquio telefonico avvenuto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Orlando, commentando la disattivazione dei dispositivi di sicurezza delle macchine, ha avanzato così l’ipotesi di “costruire una normativa che qualifichi le imprese”, che ne determini una sorta di “curriculum”. Nel caso della morte di Laila El Harim, rimasta intrappolata e conseguentemente schiacciata in una macchina che taglia e sagoma materiali, una prima relazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro ha evidenziato la presenza di un doppio blocco di funzionamento meccanico, “ma purtroppo – si legge – azionabile, da parte dell’operatrice, soltanto manualmente e non automaticamente”. Per chiarire la dinamica di quanto accaduto è stata aperta dalla Procura di Modena un’inchiesta per omicidio colposo, con indagato il legale rappresentante dell’azienda, la Bombonette di Camposanto. Oggi è stato dato l’incarico per l’autopsia sul corpo di Laila che ha lasciato orfana una bambina di soli quattro anni. Senza questi accertamenti non è stato ancora possibile fissare i funerali per la donna che fra qualche giorno avrebbe compiuto 41 anni e stava progettando il matrimonio col suo compagno. Gli infortuni, anche mortali, sui luoghi di lavoro sono stati moltissimi negli ultimi giorni. Già solo mercoledì, nel Ferrarese, quattro operai sono stati investiti da una fiammata mentre eseguivano una manutenzione in un’azienda, rimanendo ustionati e in un cantiere sull’A15 nell’area di Parma, sempre mercoledì, un operaio è morto travolto da una ruspa in retromarcia che lo ha schiacciato contro una macchina asfaltatrice. Si chiamava Salvatore Rabbito, aveva 53 anni, e risiedeva a San Martino in Rio nel Reggiano. Lascia una moglie e un figlio. Lavorava per la ditta Frantoio Fondovalle di Marano per la realizzazione della ‘Tibre’, l’infrastruttura che collegherà l’A15 Parma-La Spezia con l’autostrada del Brennero. Per i sindacati è arrivata l’ora di “porre fine a questa mattanza, intollerabile piaga di una società civile” e chiedono azioni per “garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Solo in provincia di Modena, per una mobilitazione indetta dalla Cgil, sono arrivati più di cento ordini del giorno dalle rappresentanze sindacali per dire basta agli incidenti e alle morti sul lavoro e migliaia di lavoratori da cinquanta aziende hanno scioperato per dare una voce a chi, come Laila e Salvatore, ha perso la propria voce lavorando.