Inchiesta di TV7 sulle ragioni degli incidenti sul lavoro

Roma, 26 maggio 2021 – Spiegare le ragioni dietro l’elevato numero degli incidenti mortali sul lavoro e raccontare la storia delle famiglie che hanno subìto queste tragiche vicende. È questo l’intento del servizio di Enzo Miglino, intitolato “Due al giorno” e andato in onda su Tvsette, la trasmissione settimanale di approfondimento del Tg1. Gabriele Di Guida, è morto due anni fa all’età di 25 anni, stritolato dal rullo di una macchina per la verniciatura delle lamiere. “Era stato assunto da due mesi e mezzo– dichiara la madre del ragazzo, Ester Intini -. Si trovava da solo a gestire questa macchina che già nei giorni precedenti aveva dato dei problemi”. Ad oggi il titolare dell’azienda e il responsabile della sicurezza sono indagati per omicidio colposo e nella perizia consegnata alla procura, i tecnici dell’Ats di Monza parlano di “assenza di valutazione dei rischi” da attribuire all’impresa.
Flamur, 50 anni, è rimasto ucciso dal crollo di una trave ad Alessandria, nel cantiere di Amazon, lasciando la moglie e un figlio. Insieme a lui, altri 5 operai sono rimasti feriti e un collega confessa commosso che non sa se riuscirà a fare ancora il muratore.
Nei primi tre mesi dell’anno le morti sul lavoro registrate dall’Inail ammontano a 185: un incremento dell’11% rispetto all’anno scorso. “Complessivamente siamo nell’ordine di una irregolarità media del 60% delle aziende oggetto della nostra selezione di controlli – dichiara Il direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Asti e Alessandria, e continua –. Abbiamo 30 ispettori, di cui solo 3 impegnati nel controllo della sicurezza sul lavoro”. La mancanza di ispettori del lavoro si riscontra anche nella provincia di Milano, dove su 250.000 imprese, ogni anno, solo il 6% di esse viene controllato. Lo sconcerto è anche quello dei soccorritori: “Si tratta di persone di solito giovani “, sostiene Ester Rognone, Infermiera Croce Verde di Torino, che devono essere soccorse in un posto in cui “bisognerebbe essere protetti” e invece può diventare una fonte di invalidità e di morte.

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