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Inchiesta sulle emissioni dell’Ex Ilva: picchi benzene

Inchiesta sulle emissioni dell’Ex Ilva: picchi benzene

Roma, 10 gennaio 2024 – Le emissioni dello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto sono finite nel mirino della procura. I carabinieri del Nucleo Operativo ecologico di Lecce sono tornati nelle sedi dell’impianto siderurgico “per dare seguito a un ordine di acquisizione di documenti relativi alle emissioni, in particolare in zona cokeria e rispetto al benzene, ma non solo, firmato dai pubblici ministero Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo”. A scriverlo oggi la “Gazzetta del Mezzogiorno”, in un articolo firmato dal direttore Mimmo Mazza. I due magistrati sono titolari di una inchiesta “a carico di persone note aperta nei confronti dei gestori dello stabilimento siderurgico di Taranto, per inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Sotto i riflettori sono finite le emissioni dal 2018 ad oggi, in pratica nel periodo di gestione di Arcelor Mittal. Da mesi le emissioni di benzene nell’atmosfera sono sotto osservazione: sia le autorità sanitarie, sia l’Arpa Puglia hanno evidenziato un aumento delle concentrazioni di questo gas inquinante. Nonostante non si sia finora superato – prosegue l’articolo – il valore soglia fissato dalla norma, 5 microgrammi per metro cubo d’aria come media annuale, sono tuttavia i picchi periodici di benzene e la particolarità della situazione ambientale di Taranto a richiedere, per le autorità sanitarie e gli organi di vigilanza, un supplemento di attenzione”.
Nei mesi scorsi il Dipartimento di prevenzione dell’Asl Taranto aveva già evidenziato la necessità che “in aggiunta alle tutele ordinarie previste” si procedesse all'”applicazione di tutti gli interventi correttivi e applicabili alle diverse fonti”. 

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