Roma, 14 luglio 2020 – Il presidente dell’Inail, Franco Bettoni, ha illustrato, oggi 14 luglio a Roma, nella Sala del Cavaliere di Palazzo Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera, Roberto Fico, la Relazione annuale sull’andamento di infortuni e malattie professionali nel 2019. Il presidente è stato accompagnato dal vicepresidente Paolo Lazzara, dai consiglieri di amministrazione Teresa Armato, Cesare Damiano e Francesca Maione, e dal direttore generale Giuseppe Lucibello. Bettoni ha aperto la sua relazione riepilogando le numerose iniziative promosse dall’Inail negli ultimi mesi per fronteggiare la pandemia da Covid-19 e ha ribadito l’impegno dell’Istituto nel garantire, grazie alle azioni tuttora in corso, i servizi per i lavoratori e le imprese e nell’offrire supporto alle vittime dell’epidemia e alle loro famiglie.
Sono 628 gli infortuni mortali su lavoro accertati dall’Inail nel 2019, di cui 362, oltre la metà (57,6%) “fuori dall’azienda”. La riduzione rispetto al 2018 è del 17,2%, la più forte fin qui registrata. Ciò a fronte di 1.156 denunce, anche queste in calo (-8,5%).
La tendenza alla riduzione degli infortuni mortali è in atto già da diversi anni, anche se si registrano in certi periodi picchi che risentono dei cosiddetti infortuni plurimi. Come avvenuto nel 2018, quando gli incidenti di questo tipo sono stati 24 e hanno causato 82 vittime, tra cui quello del Ponte Morandi a Genova. Quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi avvenuti nel 2019. Altri anni di picco sono il 2015 (con tre gravi indicenti nella pirotecnia) e il 2001 (caratterizzato dall’incidente all’aeroporto di Linate con 118 persone coinvolte, di cui circa 40 decedute sul lavoro).
Tornando al 2019, nel complesso gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail sono stati 644.803, un numero “sostanzialmente stabile” rispetto al 2018 (-0,09%). Gli infortuni riconosciuti “sul lavoro” sono 405.538, di cui circa il 18,6% avvenuti “fuori dell’azienda” (cioè in occasione di lavoro “con mezzo di trasporto” e”in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro). “Proseguire nel cammino tracciato è irrinunciabile, ma non ancora sufficiente. Per fare della sicurezza una vera priorità sociale e attuare finalmente un deciso cambio di passo occorre richiedere a tutti un impegno straordinario e, soprattutto, prestare ascolto ai numerosi e autorevoli richiami del Capo dello Stato”, dice il presidente dell’Inail.
Il 2019 conferma, poi, il progressivo aumento delle denunce per malattie professionali. Un fenomeno che risente delle campagne di sensibilizzazione ma anche degli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa. Nell’anno le malattie denunciate sono 61.201 (+2,9%). Rispetto al 2010 il rialzo è del 40%. Quella a cui è stata riconosciuta la causa professionale per sono poco più di un terzo (36,7%). I deceduti per malattia professionale nel 2019 sono stati 1.018 (-24,6% sul 2018). Ovviamente si tratta di un numero che risente di situazione che risalgono anche a molti anni fa. Ricorrenti sono le patologie generate dal contatto con l’amianto. Nella relazione si ricorda come la revisione delle tariffe abbia comportato un minor onere per le imprese, stiamo nel complesso, a regime, in 1,7 miliardi di euro per il 2019.
Tra gli impegni per il futuro, Bettoni sottolinea la necessità di estendere la tutela Inail, che ora tocca anche i rider, “agli oltre 3,5 milioni di lavoratori” che oggi non vi accedono.

Per ulteriori informazioni e scaricare la Relazione INAIL 2019: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-relazione-annuale-inail-2019.html

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