Inail, in 10 mesi 868 morti sul lavoro

30 novembre 2023 – Nei primi dieci mesi del 2023 gli infortuni sul lavoro in Italia sono stati 489.526 e di questi 868 hanno avuto esito mortale, con una flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente rispettivamente del 17,8% e del 4,5%. Questi dati positivi sono tuttavia dovuti quasi esclusivamente al notevole minor peso dei casi di contagio del Covid. È quanto valuta l’Inail che oggi ha diffuso l’ultimo aggiornamento dei suoi Open data. Sono in aumento, invece, le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 60.462 (+20,9%).
I dati rilevano un decremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 522.147 del 2022 ai 412.001 del 2023 (-21,1%), mentre quelli in itinere (occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro) hanno fatto registrare un aumento del 5,6%, da 73.422 a 77.525.
Per quanto riguarda i morti sul lavoro il decremento è registrato solo nei casi mortali in itinere, scesi da 250 a 196, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro passano da 659 a 672.
L’analisi territoriale evidenzia una diminuzione delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese: più consistente al Sud (-22,9%) e nelle Isole (-21,7%), seguite da Nord-Ovest (-21,3%), Centro (-17,6%) e Nord-Est (-11,0%).
Il calo è legato sia alla componente femminile, che registra un -30,1%, sia a quella maschile, che presenta un -9,1%. Il decremento ha interessato sia i lavoratori italiani (-20,9%) sia quelli comunitari (-14,3%) ed extracomunitari (-0,2%). L’analisi per classi di età rileva diminuzioni in tutte le fasce, a eccezione di quella degli under 20 che registra un +11,3% dovuto principalmente all’aumento infortunistico degli studenti.
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.