In Italia quasi 900mila lavoratori domestici

4 dicembre 2023 – Sono oltre 894mila i lavoratori domestici che operano in Italia, di cui 429mila badanti e 465mila colf (dati Istat del 2022): un gruppo di lavoratori quanto mai numeroso che deve essere supportato da adeguate politiche e agevolazioni fiscali che abbiano un impatto maggiore sulle famiglie meno abbienti. È questo l’auspicio espresso dal primo Osservatorio “Il potenziale del lavoro domestico – Proposte di intervento” di Nuova collaborazione, l’Associazione nazionale datori di lavoro domestico, realizzato dal Centro di ricerca e documentazione Luigi Einaudi con l’obiettivo di esplorare il ruolo e l’evoluzione del lavoro domestico nel contesto socioeconomico italiano.
La ricerca mostra, infatti, che il 35% delle famiglie sarebbe costretto a diminuire o cessare l’attività lavorativa in assenza di colf, badanti e baby-sitter, una percentuale che sale al 50% tra le famiglie a basso reddito, i cui membri in molti casi svolgono attività lavorative meno flessibili come gestione dell’orario. Ancora, l’85% delle famiglie dovrebbe ridurre l’impegno lavorativo senza un baby-sitter, mentre più della metà non potrebbe impiegare un membro della famiglia senza una badante.
Le proposte di Nuova collaborazione, spiegano il presidente Alfredo Savia, e il direttore del Centro Einaudi, Giuseppe Russo, sono precise: “la prima, di intervento fiscale rivolto a lavoratori baby sitter e badanti, gestito direttamente da Inps; la seconda applicabile anche ai lavoratori colf: uno ‘zainetto’ di crediti fiscali, grazie al quale nell’arco della vita le famiglie e gli individui potrebbero accedere a beni e servizi che assolvono la missione inclusiva più di quanto non possano fare oggi e grazie al quale si potrebbero avere più impiego di lavoro domestico in chiaro, ma anche più assicurazioni sanitarie e long term care, oppure più spese di formazione continua”.