In Italia forza lavoro sempre più anziana

14 dicembre 2023 – Tra il 1991 e il 2022 i salari reali in Italia sono rimasti sostanzialmente al palo con una crescita dell’1% a fronte del 32,5% in media registrato nell’area Ocse: è quanto emerge dal Rapporto Inapp presentato oggi secondo il quale il dato è legato anche alla bassa produttività del lavoro, cresciuta comunque più delle retribuzioni.
Nella distribuzione del reddito si vede una caduta crescente della quota dei salari sul Pil e una crescente quota dei profitti (ormai stabilizzata su valori rispettivamente del 40% e del 60%). Ci sono “forti dubbi – si legge nel Rapporto – sulla tenuta di tale modello nel lungo periodo”.
Lo studio Inapp evidenzia anche come la forza lavoro nel nostro Paese invecchi rapidamente sulla scia dell’andamento demografico: se nel 2002 per ogni mille persone che avevano un’età compresa tra 19 e 39 anni ce n’erano poco più di 900 aventi 40-64 anni, nel 2023 quest’ultimo valore ha superato le 1.400 unità e per ogni mille lavoratori di 19-39 anni ci sono ben 1.900 lavoratori adulti-anziani. Il settore che di gran lunga ha i lavoratori più anziani è quello della pubblica amministrazione con 3,9 lavoratori anziani ogni lavoratore giovane, seguito dal settore finanziario e assicurativo.
Il rapporto, ancora, evidenzia come nel 2022 sia stata superata la soglia del 37% dei lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni (erano il 21% nel 2005 e il 27% nel 2012). Più di un imprenditore su quattro, tra quanti hanno ravvisato l’invecchiamento del proprio personale, giudica tale fenomeno uno svantaggio che potrebbe compromettere la capacità di gestire i carichi di lavoro o di impiegare nuove tecnologie, l’adattabilità a nuove mansioni e la disponibilità alla flessibilità di orario. Inoltre, il 41% valuta non adeguate le competenze digitali dei lavoratori in età più avanzata e più della metà ritiene che sarebbe utile svilupparle ulteriormente.