Roma, 9 marzo 2020 – È quanto sottolinea il rapporto annuale di Ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal sul mercato del lavoro 2019: cresce il part-time, sempre più spesso involontario, ovvero quale unica alternativa rispetto ad un orario di lavoro standard. Pertanto il fenomeno viene annoverato tra quelle che sono ad oggi le “forti differenze” tra l’Italia e l’Unione Europea. In Italia tra il 2008 e il 2018 (quando gli occupati part-time erano 4,3 milioni) “la quota di occupati a tempo parziale che dichiara di non aver trovato un lavoro a tempo pieno è passata dal 40,2% al 64,1% mentre in Europa è scesa dal 24,5% al 23,4%”.

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