Roma, 24 Novembre 2020 – “Dall’inizio della pandemia da Covid-19 i lavoratori e le lavoratrici di Amazon stanno andando incontro a grandi rischi per la loro salute e sicurezza, eppure la loro capacità di denunciare le condizioni di lavoro e di svolgere trattative collettive è minacciata dal gigante delle vendite online”.
La denuncia viene da Amnesty International presentandola in occasione del Black Friday. Il rapporto “Amazon lasci i lavoratori organizzarsi in sindacato” descrive in che modo l’azienda tratterebbe i lavoratori in Francia, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti d’America.
Dalle ricerche dell’associazione, è emerso come il gigante delle vendite online avrebbe contrastato i tentativi dei lavoratori di organizzarsi in sindacato ed avviare trattative collettive, attraverso la sorveglianza negli Usa e la minaccia di azioni legali nel Regno Unito, e non avrebbe assunto provvedimenti-chiave per assicurare la salute e la sicurezza dei lavoratori in Francia e Polonia. “Nel momento in cui entra nel periodo più intenso dell’anno, tra il Black Friday e Natale – queste le parole di Barbora Cernusakovà, ricercatrice e consulente di Amnesty International sui diritti economici, sociali e culturali – intendiamo sollecitare Amazon a rispettare i diritti dei suoi lavoratori e gli standard internazionali sul lavoro, che prevedono espressamente che i lavoratori hanno il diritto di organizzarsi in sindacato. Amazon deve astenersi dal violare il diritto alla riservatezza dei suoi lavoratori e smetterla di considerare le attività sindacali come una minaccia”.
Un’altra fonte di preoccupazione per Amnesty International è costituita dalla sorveglianza dei lavoratori. Quest’anno a settembre Vice News ha reso noto che Amazon aveva pubblicato bandi di assunzione per analisti d’intelligence per individuare rischi aziendali tra cui “minacce organizzate dai lavoratori contro l’azienda”. Amazon ha poi rimosso il bando dichiarando che era stato pubblicato per errore.

 

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