ANMIL sui dati INAIL: “Deve finire la serie di tragedie che ogni anno insaguina l’Italia”

Roma, 26 giugno 2019 – “Si tratta di un bilancio drammatico, intollerabile per il nostro Paese e che sarebbe grave sottovalutare”, dichiara Zoello Forni, Presidente nazionale dell’ANMIL, di fronte ai dati sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali diffusi oggi dall’INAIL.

“A fronte di una sostanziale stabilità degli infortuni in complesso (poco più di 645.000, in calo di appena lo 0,3% rispetto al 2017) – prosegue Forni – quello che maggiormente preoccupa è il bilancio dei lavoratori morti sul lavoro. Risulta, infatti, che le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate nell’anno 2018 sono state 1.218, una settantina in più rispetto a quelle del 2017, vale a dire una crescita annua del 6%”. 

In pratica, si parla di 3,3 morti al giorno compresi ferie e festivi. E si tratta di un bilancio ancora non definitivo in quanto, rispetto al dato 2017, il numero dei morti del 2018 non è ancora consolidato (35 casi sono ancora in istruttoria). A questi si aggiungono poi i 1.177 lavoratori morti a seguito di malattia professionale che, fortunatamente, sono in costante diminuzione negli ultimi anni.

“La lunga serie di tragedie che in questo anno ha insanguinato le più svariate aree d’Italia – conclude il Presidente dell’ANMIL – deve finire: la mancanza di verifiche tecniche nella costruzione e manutenzione delle infrastrutture, la scarsa adozione di misure collettive ed individuali di protezione e la carenza di ispezioni e controlli nei luoghi di lavoro, stanno generando una situazione di fronte alla quale non è possibile restare indifferenti e ci aspettiamo segnali importanti dal Governo in tema di investimenti per realizzare efficaci politiche di contrasto a questo fenomeno”.