Il Ministro Orlando su giovani, donne e alternanza

2 febbraio 2022 – Metropolis, il podcast del gruppo Gedi, ha intervistato ieri il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando su una serie di argomenti legati all’attualità politica e sociale italiana.
“Avremo una generazione che rischia di essere sempre più marginale nel mondo del lavoro. Sui nostri giovani si scaricano molto facilmente pesi e contraddizioni così loro, come accade già da tempo, raggiunto un certo livello di competenze, se ne vanno. È drammatico”, afferma il Ministro che ricorda che con il Pnrr “noi abbiamo messo alcune clausole ai bandi: il 30% delle assunzioni dovrà essere riservato a donne e giovani, su questo dovremmo vigilare con attenzione. Regole che andrebbero estese a tutti i bandi pubblici. Perché sarebbe importante che tutti quelli che hanno a che fare con la Pubblica amministrazione si impegnino a contribuire”.
Alla domanda circa l’infortunio mortale di Lorenzo Parelli avvenuto durante lo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro sottolinea l’importanza di “mandare i ragazzi a fare percorsi formativi in luoghi che abbiano una sorta di certificazione di qualità”.
Proprio poche ore fa, il Ministro del Lavoro si è pronunciato sulle modalità vigenti al momento in Italia sull’alternanza scuola-lavoro: “Con il Ministro Bianchi abbiamo attivato un tavolo per rivedere complessivamente tutte le fasi in cui i ragazzi vanno sui luoghi di lavoro. Si tratta di fare in modo che non si vada semplicemente in luoghi di lavoro ma in luoghi che abbiano una sorta di certificazione ulteriore, una specie di bollino blu. Non basta soltanto il rispetto della normativa sulla sicurezza, si tratta di mandare i ragazzi a formarsi in luoghi dove lo standard sia ancora più elevato di quello previsto dalla legge».
E sull’elezione di Mario Draghi al Colle commenta “Credo ci fossero solide ragioni per nutrire delle riserve su questa possibilità per l’inevitabile cambio di governo che ne sarebbe conseguito. È già stato difficile scegliere un Presidente della Repubblica e credo che sarebbe stato ancora più difficile scegliere anche un governo che avrebbe dovuto portarci almeno fino alla prima tappa del Pnrr, a giugno. Il margine di rischio era molto grande”.

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