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Il lavoro precario in Italia: gli ultimi dati

Il lavoro precario in Italia: gli ultimi dati

Roma, 22 giugno 2022 – È del 21 giugno 2022 l’ultima Nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione in Italia, pubblicate da Istat, Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, Inps, Inail e Anpal.
In linea generale, si assiste ad un aumento dell’occupazione, sia su base annua che su quella trimestrale. In particolare, si registra una crescita congiunturale delle posizioni di lavoro dipendente, sia a tempo indeterminato (+85mila rispetto al quarto trimestre 2021) che a tempo determinato (+98mila). Tuttavia, bisogna notare che nel primo trimestre di quest’anno le attivazioni di rapporto di lavoro dipendente segnano un +1,5% ma, contemporaneamente, le cessazioni salgono a +3,7%.
In Italia, inoltre, continuano a crescere anche i lavori atipici e precari. Sempre nel primo trimestre di quest’anno, i lavoratori in somministrazione sono oggetto di forte crescita, balzando a +22% rispetto al primo trimestre 2021. La crescita sostenuta riguarda anche i lavoratori a chiamata o intermittenti (+83%). Sono stabili invece i collaboratori occasionali, circa 13mila ogni mese. Infine, una crescita più contenuta riguarda il lavoro indipendente (+2,6% su base annua).
Anche con riferimento al lavoro dipendente, ma a tempo determinato, si riscontra un aumento delle attivazioni di contratti di brevissima durata, tenendo conto che il 19,7% si riferisce a contratti di durata fino a una settimana. Inoltre, il 33,3% ha una durata fino a 30 giorni e il 27,5% da due a sei mesi. I contratti che superano un anno sono solamente l’1%.
La Nota trimestrale fornisce infine una panoramica sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali. Gli infortuni riferiti al primo trimestre 2022 sono stati 175mila, segnando un +45% rispetto allo stesso trimestre 2021. Segna un “più” anche il dato sulle morti sul lavoro, che aumentano del 2,7%. In questo trimestre, inoltre, sono in aumento anche le malattie professionali (14.517 casi), con un +6,9% rispetto allo stesso periodo del 2021. Tuttavia, per le malattie lavoro-correlate, il dato resta più basso rispetto al periodo pre-pandemico. 

(Fonte, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 21 giugno 2022)

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