Roma, 27 gennaio 2021 – La pandemia colpisce anche la psiche: crisi economica, paura del contagio, lutti, possono moltiplicare esponenzialmente i problemi psicologici, in un ‘mix’ denominato sindemia che potrebbe essere responsabile di circa un milione di casi di disagio mentale. Questo l’allarme lanciato in apertura del congresso virtuale della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf). Metà dei contagiati Covid manifesta disturbi psichiatrici con un’incidenza del 42% di ansia o insonnia, del 28% di disturbo post-traumatico da stress e del 20% di disturbo ossessivo-compulsivo; il 32% sviluppa sintomi depressivi, un’incidenza fino a 5 volte più alta rispetto alla popolazione generale. Si stima quindi che nei prossimi mesi possano emergere fino a 800mila nuovi casi di depressione, ma il disagio riguarda anche i familiari dei de-ceduti: almeno 10mila andranno incontro a depressione entro un anno. Mentre saranno almeno 150.000 i nuovi casi di depressione dovuti alla disoccupazione, e la situazione potrebbe peggiorare perché “fragilità sanitaria, emotiva e sociale moltiplicano le conseguenze sul benessere psicofisico”. “In chi è venuto a contatto col virus – spiega Claudio Mencacci, co-presidente Sinpf – l’incidenza di sintomi depressivi cresce da 6 a 32%; fino al 10% di chi ha perso un caro andrà incontro a un lutto complicato, anche per le regole anti-contagio che hanno impedito a molti di poter elaborare il dolore, rivedendo il congiunto”.
“Con il prolungarsi delle restrizioni – aggiunge Matteo Balestrieri, co-presidente Sinpf – anche chi non è stato contagiato è sull’orlo di una crisi di nervi. Sono subentrati esaurimento, stanchezza, talvolta rabbia. E preoccupa l’ondata di malessere in-dotta dalla crisi”. Ad alto rischio le donne, più predisposte a depressione e toccate dalle ripercussioni del Covid. Ma anche giovani e anziani. “Occorre -prosegue Men-cacci- puntare a rafforzare i servizi ed essere più vicini possibile ai cittadini”. Farmaci efficaci esistono, ma in caso vanno assunti sotto controllo medico. “Il fai da te, che temiamo sia adottato da molti in un momento difficile come l’attuale-conclude Balestrieri- rischia di non risolvere i problemi ed esporre a rischi”.