Cortometraggio “Cara Alice” vince il Premio Sorriso ANMIL

“Cara Alice”, un cortometraggio di rilevanza sociale, vince il premio Sorriso dell’ANMIL.

Roma 16 maggio 2024 – Il cortometraggio “Cara Alice” di Gabriele Armenise ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento, vincendo il Premio Sorriso ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) nell’ambito del Festival Internazionale del Film Corto “Tulipani di Seta Nera”, svoltosi a Roma negli scorsi giorni. Prodotto dalla Sadico Film Factory, il corto vede la co-fondazione del biscegliese Fabio Salerno, che è anche l’attore protagonista.
Per i baresi, “Cara Alice” rappresenta una storia nota e dolorosa, che intreccia vicende collettive e private legate alla Fibronit, tristemente conosciuta come “la fabbrica dei veleni”. Il cortometraggio racconta la storia di Mauro, una delle molte vittime dello stabilimento industriale che ha operato a Bari tra il 1935 e il 1985.
Al termine del film, una didascalia ricorda che l’industria ha causato “la morte di 175 operai” e che “700 sarebbero i decessi totali dovuti all’amianto in città”, con “più di 80mila persone esposte nei quartieri limitrofi”.
Il progetto cinematografico di Gabriele Armenise ha radici profonde, originate dalla lettura di “Pane e Amianto”, un libro scritto da suo padre Giuseppe Armenise, ex giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno.
Il testo esplora il dramma dell’amianto e le sue devastanti conseguenze sulla salute dei lavoratori e dei residenti nelle vicinanze dello stabilimento. Questo legame familiare e l’approfondimento giornalistico conferiscono al cortometraggio una dimensione autentica e toccante, che va oltre la semplice narrazione visiva.
“Cara Alice” non è solo un’opera di denuncia sociale, ma anche un veicolo di memoria storica e sensibilizzazione. Presto, il cortometraggio sarà disponibile su Raiplay, permettendo così a un pubblico più ampio di conoscere questa tragica realtà e di riflettere sulle conseguenze delle politiche industriali non sostenibili e sulle battaglie per la giustizia dei lavoratori.
Il riconoscimento ricevuto al Festival “Tulipani di Seta Nera” testimonia l’importanza e l’impatto del lavoro di Gabriele Armenise e della Sadico Film Factory che si distingue non solo per la qualità cinematografica, ma anche per il suo impegno nel raccontare storie vere e significative. Con questo cortometraggio, Armenise contribuisce a mantenere viva la memoria delle vittime della Fibronit e a sensibilizzare il pubblico sui pericoli dell’amianto, affinché tragedie simili non si ripetano in futuro.

La motivazione al premio dell’ANMIL:

𝘎𝘢𝘣𝘳𝘪𝘦𝘭𝘦 𝘈𝘳𝘮𝘦𝘯𝘪𝘴𝘦 𝘩𝘢 𝘴𝘢𝘱𝘶𝘵𝘰 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘱𝘰𝘳𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘥𝘳𝘢𝘮𝘮𝘢 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘮𝘶𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘶𝘯𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘨𝘦𝘥𝘪𝘦 𝘪𝘯𝘷𝘪𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘴𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰 𝘰𝘨𝘯𝘪 𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘢 𝘤𝘢𝘶𝘴𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰 𝘦 𝘥𝘪 𝘤𝘶𝘪 𝘯𝘦𝘴𝘴𝘶𝘯𝘰 𝘱𝘢𝘳𝘭𝘢. 𝘐𝘯 𝘱𝘰𝘤𝘩𝘪 𝘮𝘪𝘯𝘶𝘵𝘪 𝘩𝘢 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰 𝘪𝘯 𝘮𝘰𝘥𝘰 𝘦𝘮𝘰𝘵𝘪𝘷𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘪𝘯𝘤𝘪𝘴𝘪𝘷𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘶𝘯 𝘬𝘪𝘭𝘭𝘦𝘳 𝘰𝘤𝘤𝘶𝘭𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯 𝘰𝘯𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦, 𝘮𝘢 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘶𝘯 𝘶𝘰𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘮𝘢𝘷𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢. 𝘓𝘢 𝘧𝘢𝘣𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘪 𝘦̀ 𝘱𝘦𝘳𝘰̀ 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘢 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘦 𝘩𝘢 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘰𝘭𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘮𝘰𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘦 𝘥𝘶𝘦 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪𝘦, 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘯𝘦𝘱𝘱𝘶𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘪𝘭 𝘥𝘰𝘭𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘥𝘦𝘷𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘥 𝘢𝘯𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘦 𝘶𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘩𝘦́ 𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘢𝘨𝘨𝘳𝘢𝘱𝘱𝘢𝘳𝘴𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘢𝘯𝘥𝘢𝘳𝘦 𝘢𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪. 𝘔𝘰𝘳𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘰: 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘦𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘰𝘭𝘷𝘦𝘳𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘶𝘰𝘮𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘢𝘷𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘭𝘢 𝘧𝘢𝘣𝘣𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰. 𝘛𝘳𝘰𝘱𝘱𝘰 𝘵𝘢𝘳𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘷𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢, 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘧𝘧𝘦𝘵𝘵𝘪 𝘷𝘦𝘳𝘪.