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Fattori rischio per salute e sicurezza lavoratori europei

Fattori rischio per salute e sicurezza lavoratori europei

Roma, 28 luglio 2022 – L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato i risultati dell’indagine europea ‘ESENER 2019. Si tratta di una indagine che coinvolge 45.000 intervistati impiegati in aziende di tutte le dimensioni e di tutti i settori in 33 Paesi europei.
In primo luogo, emerge che la digitalizzazione rappresenta una forte criticità in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In effetti, l’indagine mostra che, nonostante l’uso di computer, robot, dispositivi indossabili e smartphone stia aumentando, soltanto in un posto di lavoro su quattro (24%) è preso in considerazione il potenziale impatto delle tecnologie sulla sicurezza dei lavoratori.
In secondo luogo, i disturbi muscolo-scheletrici si confermano tra i rischi più ricorrenti: nel 60% dei casi, nei luoghi di lavoro sono identificati i movimenti ripetitivi delle mani o delle braccia e la seduta prolungata.
Altrettanto diffusi sono poi i rischi psico-sociali, spesso correlati alle difficoltà di fronteggiare il contatto con i clienti, i pazienti e gli alunni. Si evince pertanto che i lavoratori identificano le persone esterne come principale fonte di rischio. Diversamente, e in modo sorprendente, gli aspetti organizzativi interni alle imprese – orario di lavoro lungo o irregolare, scarsa comunicazione tra colleghi, ecc. – non sono percepiti come rilevanti fattori di rischio psicosociali. Ad ogni modo, emerge che le imprese non riservano priorità ai fattori psicosociali all’interno della valutazione del rischio. L’unico aspetto positivo riguarda alcune imprese che hanno iniziato ad elaborare procedure per prevenire il mobbing, le molestie, le violenze sul lavoro e lo stresso lavoro-correlato.
In linea più generale, tuttavia, i risultati mostrano un quadro europeo consolidato sulla base della disciplina europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che poggia sulla storica direttiva quadro 89/391/CEE. In particolare, come nell’indagine precedente, circa tre quarti dei luoghi di lavoro dell’Unione europea effettuano regolarmente la valutazione del rischio. È comunque rappresentato un quadro a luci e ombre, posto che le aziende più virtuose sono ancora quelle di grandi dimensioni, mentre le piccole e medie imprese ricorrono meno frequentemente alle pratiche di gestione formale dei rischi di salute e sicurezza sul lavoro.

(Fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro – EU-OSHA, 26 luglio 2022)

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