Si è conclusa la campagna del TG3 contro gli infortuni sul lavoro. Vedi l’archivio delle puntate

11 novembre 2019 – Una campagna di sensibilizzazione su infortuni sul lavoro e malattie professionali, è entrata nelle case degli italiani attraverso il TG3 delle 19.00: è l’iniziativa che ha preso il via lunedì 4 novembre e si è conclusa domenica 10 novembre e che ha dato voce alle vittime del lavoro, intervistate da Francesca Altieri in giro per l’Italia, con il supporto dell’ANMIL.
“Abbiamo raccolto tante toccanti storie e stiamo lavorando affinché il tema degli incidenti sul lavoro sia conosciuto anche nella sua dimensione umana: dai problemi che crea all’interno di una famiglia, alle ripercussioni sul lavoro e soprattutto sulla persona che ne subisce gli effetti. Il nostro è il tentativo di avvicinare il telespettatore a queste problematiche proprio attraverso il racconto diretto delle vittime”, sottolinea Giuseppina Paterniti direttrice del TG3.
L’ANMIL ringrazia il TG3 e Paterniti. La testata giornalistica ha già affrontato il tema degli infortuni con le stesse modalità già all’inizio dell’anno.
“Siamo dunque contenti di questa sensibilizzazione sociale del TG3 e auspichiamo che a questo tema venga data maggiore attenzione – sottolinea il presidente dell’ANMIL Zoello Forni – ma siamo consapevoli che non basta per cambiare le cose; per questo aspettiamo che venga dato il via ad un grande patto collaborativo tra istituzioni, imprese e parti sociali, che si concretizzi in un confronto efficace con l’obiettivo di dimezzare gli infortuni e le morti sul lavoro nell’arco dei prossimi cinque anni”.
La prima storia raccontata dallo speciale del TG3, andato in onda il 4 novembre (clicca qui per ri-ascoltare la storia dal timing 18′ e 17”), è dedicata all’infortunio di Gabriele Di Guida, di 25 anni, morto tranciato da un macchinario pochi mesi fa. A parlare di lui i genitori, Ester e Massimo, stravolti da un dolore che non trova spiegazione logica per tentare di essere attutito. “Gabriele aveva fatto un semplice affiancamento di 15 giorni con un collega. Ce l’aveva detto che sarebbe andato ad affrontare delle situazioni pericolose […]” – racconta Massimo Di Guida – “Per queste persone che vanno a lavorare in condizioni difficili e pericolose è necessaria la formazione, vanno salvaguardati loro e anche i loro cari. Noi abbiamo perso un figlio”.
La storia del 5 novembre racconta di un muratore morto l’estate scorsa mentre lavorava senza contratto ne protezioni. Il figlio della vittima del lavoro, Ion Munteanu, racconta la morte di suo padre, stroncato da un infarto mentre stava riparando il tetto di un condominio romano in uno dei giorni più torridi dello scorso luglio. Il lavoratore era sprovvisto di casco, scarpe infortunistiche e cintura di sicurezza e non si era mai sottoposto ad alcuna visita medica che ne giudicasse l’abilità ad un lavoro così faticoso (clicca qui per ri-ascoltare la storia dal timing 21′ e 34”).
Il 6 novembre, lo speciale del TG3 ha seguito alcuni Ispettori del Lavoro durante un controllo in un cantiere vicino Roma. Il manovale interrogato ammette di non avere alcun contratto, di non aver seguito alcun tipo di formazione nè essersi sottoposto a visite mediche. Bruno Giordano, Magistrato della Corte di Cassazione, commenta affermando che “La maggior parte degli infortuni avviene là dove si verifica la totale, o parziale, irregolarità del contratto di lavoro” – e ancora – “i danni da infortunio sul lavoro in Italia raggiungono il 2,6% del PIL, se noi riuscissimo a dimezzare gli infortuni raggiungeremmo lo stesso risultato di due Leggi di Stabilità”.
Ester Rotoli, Direttore Centrale Prevenzione INAIL, sottolinea l’importanza di far passare il messaggio che “La sicurezza non deve essere vista come un costo, bensì come un investimento” (clicca qui per ri-ascoltare la storia dal timing 22′ e 44”).
Nello speciale del 7 novembre il racconto di Irene che ha perso il padre, morto folgorato in un incidente all’interno di una fabbrica priva di sistemi di sicurezza. La morte di suo padre, Francesco Licitra, ha spinto Irene a studiare il fenomeno infortunistico tanto da scrivere una tesi di laurea in Scienze Infermieristiche proprio sugli infortuni sul posto di lavoro (clicca qui per ri-ascoltare la storia dal timing 22′ e 32”).
L’8 novembre è stata la volta di  (clicca qui per ri-ascoltare la storia dal timing 21′ e 16”) Rosa Sinini, che racconta la morte di suo padre travolto dal trattore con il quale stava arando la terra. L’agricoltura, uno dei settori più colpiti dagli infortuni sul lavoro, produce menomazioni permanenti più gravi rispetto alle atre tipologie di infortunio a causa dell’utilizzo di macchinari ad alto rischio.
Le telecamere del TG3, sabato 9 novembre, sono entrate nella sede della nostra Radio ANMIL Network che racconta quotidianamente storie di infortunio come quelle che abbiamo ascoltato nello speciale Rai. Ma non solo. Le interviste al conduttore di RAN, Fabio Sebastiani e al Direttore Generale ANMIL, Sandro Giovannelli, spiegano gli obiettivi principali di questo giovane e ambizioso progetto mediatico: dare voce alle oltre 100 sedi territoriali dell’Associazione che, con i loro Soci, rappresentano una preziosa fonte di testimonianza per costruire una nuova campagna mediatica sulle tematiche della sicurezza sul lavoro e la prevenzione; un esercito di testimoni la cui parola necessita di essere diffusa attraverso i media, nelle aziende e nelle scuole (clicca qui per ri-ascoltare la storia dal timing 21′ e 03”).
Ultimo speciale, il 10 novembre, che conclude questo viaggio attraverso la testimonianza con la storia di Alessandro Rosi, morto schiacciato dauna trave di ferro all’interno di una gru. L’infortunio è raccontato dalle parole della moglie di Alessandro e mamma del loro bambino di 10 anni. “3 morti al giorno, un ferito ogni 50 secondi. I numeri degli incidenti sul lavoro in Italia, nell’ultimo decennio, sono quelli di una guerra” con queste parole Francesca Altieri introduce l’intervista al Magistrato della Cassazione Bruno Giordano.
“L’Italia è il Paese europeo che ha più organi di controllo. A livello statale e a livello regionale […]”. “A mancare è un piano nazionale della prevenzione – commenta il Direttore Generale INAIL, Giuseppe Lucibello – che potrebbe anche comprende un piano nazionale di vigilanza ispettiva volto a colmare le attuali mancanze”. Queste mancanze, commenta Giordano, sono principalmente individuabili nella carenza di ispettori del lavoro che, negli ultimi dieci anni, sono stati addirittura dimezzati. (clicca qui per ri-ascoltare la puntata dal timing 18′ e 14”)

Ascolta l’intervento di Francesca Altieri a Radio ANMIL Network