Guida EU-OSHA, prevenzione nei luoghi di lavoro a cura dell’Ufficio Salute e Sicurezza ANMIL

Roma, 28 aprile 2020 – Sul portale ‘oshwiki’ dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) sono state pubblicate le linee guida ‘COVID-19: Back to the workplace – Adapting workplaces and protecting workers’, contenente un orientamento sulle misure di SSL da adottare al momento della riapertura dei luoghi di lavoro. È anzitutto evidenziato che l’aggiornamento della valutazione dei rischi è il punto di partenza per la corretta gestione e implementazione delle misure anticontagio, partendo dal presupposto che i datori di lavoro sono chiamati alla riorganizzazione del lavoro in funzione delle note misure sul distanziamento sociale, sull’igiene e sull’impiego dei #DPI.
Nel processo di revisione della valutazione dei rischi, tanto il coinvolgimento dei lavoratori che la consulenza di professionisti rappresentano un fattore strategico.
Delineando gli step sottesi all’aggiornamento, è necessario prendere in considerazione gli input esterni, cioè le informazioni ufficiali e aggiornate relative al tasso di contagio della zona geografica in cui l’impresa è localizzata. Successivamente, sarà necessario aggiornare la valutazione e, come output finale, adottare un piano d’azione contenente le misure anticontagio.
Al fine di eliminare il rischio e, se non fosse possibile, minimizzarlo, dovranno essere anzitutto adottate misure collettive, integrate, se del caso, con mirate disposizioni individuali (uso dei DPI ecc).
Di conseguenza, a monte, assume priorità la graduale ripresa delle attività, a partire da quelle ritenute essenziali, impiegando il telelavoro ogniqualvolta sia possibile e soprattutto a beneficio dei lavoratori più anziani e con patologie pregresse e delle lavoratrici gestanti. Per i lavoratori in presenza, è suggerito un distanziamento di due metri, anche attraverso la possibile delimitazione delle aree di lavoro con delle barriere fisiche. Sarà poi necessario minimizzare le interazioni fisiche con i clienti e i fornitori. Qualora le interazioni fisiche siano inevitabili, non dovrebbero durare più di 15 minuti.
Sarà poi necessaria una riorganizzazione dei tempi di lavoro, proprio al fine di sostenere il distanziamento sociale. Pertanto, i tempi dell’attività lavorativa, delle pause e dei cambi-turno dovranno essere ridefiniti al fine di ridurre al minimo la co-presenza dei lavoratori.
In aggiunta, il datore di lavoro è chiamato ad una sanificazione periodica dei locali aziendali e delle strumentazioni, alla fornitura di prodotti igienizzanti per i lavoratori e alla predisposizione di servizi igienici e spogliatoi che consentano l’ingresso di una sola persona alla volta.
Soltanto nel caso in cui tali misure risultino insufficienti, dovrebbero essere forniti i DPI, garantendo la formazione dei lavoratori sul loro corretto impiego.
La valutazione dei rischi, l’elaborazione di un piano operativo per la ripresa (possibilmente in più fasi) e l’informazione dei lavoratori sulle misure adottate dovranno essere espletate prima del rientro sul luogo di lavoro.
Per quanto concerne i telelavoratori, essi dovrebbero essere informati sulle misure ergonomiche e sulla necessità di effettuare più pause durante il lavoro. Inoltre, dovrebbe essere consentito loro di portare a casa le strumentazioni di lavoro e dovrebbe essere garantita l’assistenza IT.
Ulteriori precauzioni riguardano il sovraccarico da lavoro, il coinvolgimento dei telelavoratori tramite interazioni telematiche e una certa flessibilità organizzativa per coloro che hanno rilevanti oneri familiari.
Particolare attenzione, poi, deve essere riservata alla salute mentale dei lavoratori, in particolare in relazione alla gestione dell’ansia e dello stress, cagionati dall’isolamento, dalle preoccupazioni sul contagio a lavoro e da eventuali traumi a seguito di perdite familiari legate al #Coronavirus. I dirigenti sono inviatati a mostrare vicinanza ai lavoratori, anche spronandoli (senza imposizioni) alla condivisione delle preoccupazioni e fornendo tutte le informazioni e l’assistenza necessaria.
Di cruciale rilevanza è la prevenzione del sovraccarico da lavoro, spesso cagionata dalle numerose assenze di cui le imprese potranno soffrire al momento della riapertura. Pertanto, dal momento che i lavoratori operativi potranno sopportare un sovraccarico limitato, i manager potrebbero riorganizzare ruoli e responsabilità, garantendo la necessaria formazione ai lavoratori interessati. 
Infine, i datori di lavoro devono sostenere il rientro dei lavoratori guariti dal #Covid-19, i quali spesso soffrono di debolezza muscolare, problemi con la memoria e la concentrazione e difficoltà nel rientrare nei ritmi lavorativi.
È opportuno evidenziare che, in allegato alle linee guida, è riportata una tabella contenente i link istituzionali consultabili per approfondire le principali misure di SSL adottate dagli Stati membri per la ripresa delle diverse attività economiche e produttive.

Per approfondire: https://osha.europa.eu/en/highlights/covid-19-back-workplace-safe-and-healthy-conditions