Governo. Si lavora su legge trasparenza in beneficenza

8 gennaio 2024 – “Fare ordine nel far west della beneficenza”, questo l’obiettivo che Fratelli d’Italia si è prefissato a seguito del cosiddetto “Pandoro Gate” che ha coinvolto l’imprenditrice Chiara Ferragni e che – sin troppo – ha campeggiato nelle prime pagine dei quotidiani nazionali in questi giorni di festa. Un articolo apparso oggi sul “Messaggero” analizza nel dettaglio la proposta in costruzione del gruppo di maggioranza.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, come accennato durante la conferenza stampa dello scorso 4 gennaio, “a quanto risulta, già nei giorni scorsi ha mobilitato gli uffici del governo chiedendo ‘un’informativa’ sul tema. E sia al ministero del Lavoro che a quello dell’Economia, che hanno un ruolo diretto in tutto ciò che riguarda il Terzo settore, si sono messi all’opera. Evidenziando una serie di criticità nella normativa attuale”.
L’idea è la scrittura di una legge che imponga a chi dichiara di fare beneficenza (in primo luogo ad aziende e società, che in virtù della causa benefica sposata potrebbero veder aumentare le proprie vendite) di rendere note quelle cifre entrando nel dettaglio.
Tra le idee al vaglio “c’è quella di far sì che venga specificato se la somma da devolvere è già stata arbitrariamente fissata (e magari già elargita) oppure se essa dipenda in qualche misura dall’andamento delle vendite. E, in quest’ultimo caso, quale percentuale dei guadagni verrà destinata alla causa in questione”. 
Chiarimenti anche per quanto riguarda le sponsorizzazioni con “l’intenzione, in sostanza, di rendere noto al consumatore se l’eventuale partnership con un testimonial che presta la propria immagine per lanciare il prodotto in questione (come potrebbe essere, appunto, un influencer) sia o meno retribuita. Indicazioni, queste, che in caso di un prodotto venduto “a scaffale” potrebbero anche finire nell’etichetta, forse con un asterisco lì dove si specifica che una parte del ricavato verrà devoluta in beneficenza”.