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Giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo

Giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo

7 febbraio 2024 – “Sul cyberbullismo la scuola è da tempo impegnata – afferma la segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci – per tutelare i minori da insidie che si nascondono in Internet: #frodi, #revengeporn, incitazione all’autolesionismo, all’anoressia e alla bulimia, molestie e denigrazione, e molto altro. Il contrasto a questi fenomeni passa necessariamente da una formazione che coinvolga famiglie, docenti e in modo particolare gli studenti, esposti sin da giovanissimi all’uso della Rete”. “Su problemi di questa natura – continua la segretaria – la scuola non può agire efficacemente se si ritrova a farlo da sola. Trovino spazio esplicitamente nei patti di corresponsabilità. Così come è fondamentale che, in caso di misure assunte nei confronti degli alunni coinvolti, non si perda mai di vista il fine educativo, e non meramente punitivo, che nella scuola è richiesto anche ai provvedimenti disciplinari”. 
In un post su Facebook, il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli ha scritto: “Oggi è la Giornata internazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Sempre più spesso violenza e social network purtroppo si intrecciano e diventano protagonisti di terribili fatti di cronaca. Ma anche la violenza in generale tra i giovani e il desiderio di imporsi sugli altri con prepotenza e cattiveria sono spesso all’ordine del giorno nei fatti di cronaca. E’ necessario – continua il Ministro – intervenire in maniera sempre più capillare per prevenire fenomeni di bullismo e cyberbullismo tra i giovani e costruire insieme a loro una rete più forte e consapevole sul corretto utilizzo dei social ma anche sulla gestione delle emozioni, delle relazioni e sul rispetto di ogni persona. Sono contenta – prosegue – che in moltissime scuole italiane questo tema sia trattato anche con progetti molto interessanti e che studenti e insegnanti approfondiscano di volta in volta anche la realtà raccontata dai ragazzi. C’è ancora molto da fare ma prendiamo esempio dalle buone pratiche e dalle buone azioni. La prepotenza e la maleducazione non possono e non devono mai trovare accondiscendenza. Insieme si può fare di più e meglio!”.

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