Roma, 19 ottobre 2021 – “Tutte le vittime del lavoro hanno diritto ad avere la stessa giustizia in tempi ragionevoli”. Ad affermarlo è stato il direttore generale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, nel corso dell’audizione sul ddl del M5s sull’istituzione della Procura nazionale del lavoro. Giordano ha cercato di tracciare le ragioni “tecniche” che portano alla necessità di avere un unico centro investigativo e organizzativo nelle indagini che riguardano la Sicurezza sul lavoro. Tra queste, sicuramente l’urgenza rendere più omogenei nei principi i vari percorsi dibattimentali. “Trattare le vittime in modo diverso, a seconda del territorio, viola il principio di uguaglianza davanti alla legge, che vale anche per le vittime, non solo per gli imputati”, ha continuato Giordano, il quale ha sottolineato come la Procura nazionale del lavoro non sia la fotocopia della Procura antimafia, in quanto nasce da esigenze investigative di diverso rilievo.
Giordano ha inoltre sottolineato che la Procura nazionale del lavoro non si deve occupare soltanto di incidenti sul lavoro, ma anche di reati commessi nel contesto lavorativo, come il caporalato, lo sfruttamento del lavoro, le truffe e l’evasione per le cooperative spurie.
“Oggi i reati più gravi avvengono con una triangolazione internazionale di finte cooperative e agenzie di somministrazione, su cui le indagini si svolgono con notevoli difficoltà per la frammentazione delle attività investigative sul territorio a fronte di crimini diffusi anche a livello transnazionale”, ha concluso Giordano.