Roma, 9 dicembre 2020 – Parità di genere nella governance dei fondi di Next Generation Eu che, secondo quando si legge in una lettera a Conte da oltre venti associali e organizzazioni al femminile, andrebbe gestita in modo paritario, sia nella composizione dei comitati sia nella scelta dei progetti e nella destinazione del denaro. La governance invece sarà affidata al Comitato interministeriale degli affari europei composto dai ministri: 8 donne e 14 uomini.
Le adesioni alla lettera sono in rappresentanza di Assist Ass. Naz. Atlete, Base Italia, Campagna Donne per la salvezza – Half of it, Community Donne 4.0, Coordinamento Donne CISL, Dalla stessa parte, DateciVoce, Donne Banca d’Italia, Differenza Donna Ong, Fuori Quota, GammaDonna, Il Giusto Mezzo, Le Contemporanee, M&M – Idee per un Paese migliore, One Billion Rising Italia, Rebel Network, Rete per la parita’, Se non ora quando- Libere, Se non ora quando – Torino, Soroptimist International Italia, CGIL – Politiche di Genere, UIL.
“Il piano di attuazione e la vigilanza politica dovrebbero invece essere assegnati a un comitato esecutivo formato dal Presidente del Consiglio e da due ministri ‘di spesa’: Economia e Sviluppo economico. Tre uomini. Dovreste promuovere l’uguaglianza e la parità come vi chiede l’Europa e non prevedete competenze femminili nella cabina di regia?”. Le associazioni ricordano al Governo la vicenda della composizione del Comitato Colao durante la prima ondata, quando fu necessaria una protesta pubblica perché fossero tardivamente incluse “eccellenti competenze femminili” che definirono la parità fra i sessi “un asse a se stante, una questione fondamentale per la ripresa del Paese”, e invitano a non cadere nello stesso errore.
La lettera contesta anche la ripartizione dei fondi così come appare nella bozza di proposta per gli assi di spesa di Next Generation Eu: ” Con sommo sconcerto, abbiamo scoperto che per le politiche di parità si prevedono solo 4,2 miliardi, inseriti nella voce “politiche sociali”