Fnomceo, 163 medici e 40 infermieri morti dall’inizio dell’epidemia

Roma, 18 maggio 2020 – Dall’inizio dell’epidemia di #Sars-Cov-2 in Italia hanno perso la vita 163 medici e 40 infermieri. Così è riportato nella banca dati della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, che tiene il conto dei camici bianchi che hanno perso la vita per #Coronavirus, una tragica vicenda che, più di tutte le altre città, ha Bergamo come luogo simbolo dell’emergenza così come il suo cimitero che oggi, secondo le ultime disposizioni del governo, è riaperto al pubblico: è da qui che per tanti giorni sono partite colonne di camion militari con le bare che non si riuscivano più a seppellire o a portare al forno crematorio cittadino, verso tante province italiane. I primi cittadini sono arrivati alle prime ore dell’alba e l’ingresso è limitato e chi deve entrare deve sottoporsi ai controlli del caso. Per l’occasione è stata celebrata anche la prima Messa nella chiesa, con i posti limitati a 70 fedeli, più eventuali ulteriori 40 sul sagrato.
Rispetto al bollettino della Fnomceo, così si esprime il Presidente Filippo Anelli: “I morti non fanno rumore, non fanno più rumore del crescere dell’erba, scriveva Ungaretti. Eppure, i nomi dei nostri amici, dei nostri colleghi, messi qui, nero su bianco, fanno un rumore assordante. Così come fa rumore il numero degli operatori sanitari contagiati, che costituiscono ormai il 10% del totale. Non possiamo più permettere che i nostri medici, i nostri operatori sanitari, siano mandati a combattere a mani nude contro il virus. È una lotta impari, che fa male a noi, fa male ai cittadini, fa male al paese”.

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