15 gennaio 2020 – La Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per la morte di Niccolò Bizzarri, 21enne disabile, caduto dalla carrozzina lunedì scorso a causa di una buca o un dislivello della strada e spentosi poche ore dopo al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova.
Lo studente della facoltà di Lettere Antiche era appena uscito da una lezione con la carrozzina elettrica che accompagnava la sua quotidianità in ragione della Sindrome di Duchenne dalla quale era affetto sin dalla nascita. Nella caduta ha sbattuto la testa al suolo.
La procura ha predisposto il sequestro della porzione di selciato sul quale è avvenuto l’incidente ma, dall’articolo pubblicato dal Corriere Fiorentino, sembra che, al momento dell’arrivo delle transenne, la buca fosse già stata riempita. Oltre all’inchiesta per omicidio colposo, la disposizione dell’autopsia da parte del magistrato.
Bizzarri era uno dei rappresentanti del gruppo universitario Lista Aperta che su Facebook ha pubblicato un lungo posto dedicato alla vicenda: “Niccolò soffriva dalla nascita di una malattia degenerativa (la Sindrome di Duchenne) che lo ha progressivamente costretto alla disabilità motoria, tanto da vivere gli ultimi dieci anni in carrozzina. Ieri pomeriggio (lunedì 13 gennaio), uscendo dalla Biblioteca Umanistica in piazza Brunelleschi, ha avuto una brutta caduta che inizialmente sembrava non avesse portato a danni irreversibili, ma in seguito, verso le 21, un arresto cardiaco lo ha condotto alla morte.Oltre che per informarvi del triste accaduto, però, ci tenevo a scrivervi per raccontarvi chi fosse Niccolò. Innanzitutto – e scrivo a nome della nostra Lista e di tutti i suoi amici – ci colpiva molto la sua serietà nello studio, nonostante la sua condizione e l’incertezza sul futuro: noi a volte, nella fatica, studiamo motivati dall’aspettativa di un lavoro, Nicco, invece, studiava gli esami con grande dedizione, piegato sul libro ma mai con affanno, come occasione di crescita nel presente”. Il post prosegue raccontando di come dallo scorso settembre seguisse “un seminario settimanale sul Simposio di Platone”, la passione con la quale viveva il suo essere rappresentande nel consiglio di corso di studio in Lettere: “Non perdeva una riunione”. E ancora ricordano i compagni di università: “Per raggiungere l’ateneo ogni mattina suo padre doveva accompagnarlo fino a p.zza Santissima Annunziata; o quando spesso chiedeva ai professori di spostare le aule per i corsi perche? non riusciva a raggiungerle – finche?, per sua grande gioia, non hanno cominciato a farlo senza sua sollecitazione, perche? lo conoscevano –; o quando, infine, rimaneva per diversi minuti fuori dal portone della Biblioteca aspettando che qualcuno arrivasse perche? da solo non riusciva ad aprirlo. Grazie a Nicco, abbiamo richiesto all’Ateneo di automatizzare quel portone (e l’intervento e? stato ultimato lo scorso settembre), portando un beneficio a tutti gli studenti nella sua condizione”.