Roma, 24 Novembre 2020 – Sono 91 le donne vittime di omicidio nei primi dieci mesi del 2020. Ancora una ogni tre giorni. Sono i dati del rapporto EURES sul femminicidio in Italia alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne: che segnala una leggera flessione rispetto alle 99 vittime dello stesso periodo dell’anno precedente. A diminuire significativamente sono tuttavia soltanto le vittime femminili della criminalità comune (da 14 ad appena 3 nel periodo gennaio-ottobre 2020), mentre risulta sostanzialmente stabile il numero dei femminicidi familiari (da 85 a 81) e, all’interno di questi, il numero dei femminicidi di coppia (56 in entrambi i periodi), mentre aumentano le donne uccise nel contesto di vicinato (da 0 a 4). Domani Radio Anmil dedicherà l’intera programmazione alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Uno degli aspetti più rilevanti nell’analisi del femminicidio nei primi 10 mesi del 2020 riguarda la “correlazione tra convivenza e rischio omicidiario”.
Se, infatti, spiega il rapporto “come ormai ampiamente dimostrato, il femminicidio è un reato commesso nella maggior parte dei casi all’interno delle mura domestiche, e segnatamente all’interno della coppia, il lockdown ha fortemente modificato i profili di rischio del fenomeno, aumentando quello nei rapporti di convivenza e riducendolo negli altri casi: osservando i dati relativi ai femminicidi familiari emerge infatti come il rapporto di convivenza, già prevalente nel 2019 (presentandosi per il 57,6% delle vittime), raggiunge il 67,5% nei primi dieci mesi del 2020, attestandosi addirittura all’80,8% nel trimestre del Dpcm Chiudi Italia (quando, tra marzo e giugno 2020, ben 21 delle 26 vittime di femminicidio in famiglia convivevano con il proprio assassino)”.
In valori assoluti, nel confronto tra i primi dieci mesi del 2019 e il medesimo periodo del 2020, il numero dei femminicidi familiari con vittime conviventi sale da 49 a 54 (+10,2%), mentre contestualmente scende da 36 a 26 quello delle vittime non conviventi (-27,8%).

Un fenomeno certamente correlato alle modificazioni del femminicidio (moventi e profili della vittima) legate alla pandemia e alla spinta all’isolamento che ne ha accompagnato i modelli di contenimento è quello del fortissimo incremento dei femminicidi-suicidi: tale dinamica era infatti riscontrabile nel 23% dei femminicidi tra gennaio e ottobre 2019, salendo al 43,1% nei primi 10 mesi del 2020, con un incremento del 90,3% (da 31 a 59 casi in termini assoluti). Più in dettaglio si segnala un incremento dei femminicidi-suicidi tra quanti hanno ucciso la propria moglie o convivente (da 10 a 21, con un tasso suicidario che raggiunge il 50%), così come negli altri “femminicidi di coppia” (da 3 a 5 casi).

 

Lo rileva l’EURES nel rapporto annuale.

 

 

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