ETERNIT BIS: da Torino la prima condanna di Schmidheiny

24 maggio 2019 – Il Tribunale penale di Torino ha oggi pronunciato la condanna a quattro anni di carcere per omicidio colposo a carico del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, patron della fabbrica Eternit. È la prima ed importantissima condanna del processo sulle morti da amianto “Eternit bis” che – a seguito della derubricazione del reato dalla forma dolosa a colposa, è stato spacchettato in una moltitudine di processi ora pendenti nei tribunali di competenza per le varie sedi territoriali degli stabilimenti di produzione del materiale killer a base di amianto, che ha provocato la morte di almeno 258 lavoratori e cittadini.
La condanna prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e la liquidazione di una provvisionale risarcitoria alle vittime, agli enti e alle associazioni costituite in giudizio.
Questo primo esito straordinario è stato ottenuto anche grazie all’azione e determinazione di ANMIL – commenta il legale dell’associazione Avv. Alessandra Guarini – costituitasi parte civile contro l’imprenditore svizzero ed in prima fila anche in tutti i restanti procedimenti penali Eternit bis a Vercelli, Reggio Emilia e Napoli. In quest’ultimo filone la Procura di Napoli ha ottenuto il rinvio a giudizio di Schmidheiny, contestando nuovamente il reato di omicidio in forma dolosa, dimostrando la consapevole accettazione del rischio per gli operai nell’ambiente lavorativo da parte del direttivo della multinazionale.