Enel condannata per la morte da amianto di un lavoratore

Roma, 10 dicembre 2021 – Il tribunale del lavoro di Pisa ha condannato Enel al risarcimento dei danni per la malattia e la morte per mesotelioma pleurico di origine professionale di Danilo Fedeli, morto il 19 aprile 2019 a 69 anni, autista di bus e prima ancora dipendente di imprese appaltatrici di Enel. Il tribunale che ha accertato la responsabilità dell’Enel per l’insorgenza della neoplasia e il conseguente decesso, liquidando in favore della famiglia un importo complessivo di circa 800mila euro, oltre interessi e rivalutazioni. Secondo le testimonianze citate in sentenza dal giudice del lavoro “i materiali contenenti amianto, coppelle, fibretta e cemento, ci venivano forniti dall’Enel”, “non vi era una mensa ma consumavamo il cibo che portavamo da casa, talvolta mangiavamo sopra le coppelle” e un altro teste ha aggiunto: “Non avevamo mascherine né altre protezioni dalla polvere”.

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