Ecco il braccio robotico controllato col respiro

14 dicembre 2023 – È controllato dal respiro – più precisamente dai movimenti che compie il diaframma durante la respirazione – il primo braccio robotico realizzato da un gruppo di ricercatori guidato dal Politecnico Federale svizzero di Losanna col contributo della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. L’esperimento ha dimostrato che il sistema nervoso di individui sani è in grado di accettare un terzo braccio robotico e di imparare a controllarlo in maniera intuitiva, permettendo così di esplorare in modi inediti il funzionamento del cervello. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista “Science Robotics”.
“La motivazione principale di questo studio è la comprensione del sistema nervoso: se si sfida il cervello a fare qualcosa di completamente nuovo, si può imparare a capire se è in grado di farlo – afferma Silvestro Micera di Epfl e Scuola Sant’Anna – Possiamo quindi trasferire queste conoscenze per sviluppare, ad esempio, dispositivi di assistenza per persone con disabilità, o protocolli di riabilitazione dopo un ictus”.
L’esperimento si è svolto inizialmente in un ambiente virtuale: i partecipanti erano dotati di una cintura che misura il movimento del diaframma e di una cuffia per la realtà virtuale, che consentiva di visualizzare il terzo braccio davanti a sé tra il destro ed il sinistro, dotato di una mano simmetrica a sei dita. Il test è poi proseguito anche nel mondo reale, dove le persone hanno dimostrato di poter utilizzare una versione molto semplificata di un braccio robotico, costituito da un’asta che poteva essere allungata e accorciata: in questo caso, alla contrazione del diaframma corrisponde l’allungamento dell’asta. ”
Lo studio non ne fa menzione, ma oltre al diaframma i ricercatori hanno testato le potenzialità anche dei muscoli dell’orecchio: in questo approccio, gli utenti sono dotati di sensori auricolari e addestrati a utilizzare il movimento fine di questi muscoli per controllare lo spostamento di un mouse del computer. Una strategia che potrebbe un giorno aiutare a sviluppare protocolli riabilitativi per persone con deficit motori.