Roma, 3 settembre 2021 – “Dovremo affrontare il problema fondamentale delle politiche attive del lavoro. È prevedibile che molti settori dovranno ristrutturarsi e quindi c’è bisogno che il governo abbia una visione industriale che permetta di riaddestrare i lavoratori”. Con queste parole il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha delineato quelle che sono le priorità del governo dopo la breve pausa d’agosto. “L’economia continua a crescere, anche molto più delle aspettative e l’occupazione in generale non mostra segni di cedimento”, ha continuato il premier durante la conferenza stampa di ieri.

Per quanto riguarda le riforme, tra i primi provvedimenti che verranno presentati ci saranno le leggi delega su concorrenza e fisco. Accanto c’è la riforma degli ammortizzatori sociali, su cui è aperto il confronto per costruire un sistema di tutela universale, e poi ci sarà il capitolo pensioni e Quota 100, la cui sperimentazione triennale scadrà a fine anno.

L’attenzione è anche sul prossimo decreto delocalizzazioni, che punta a delineare un percorso di ‘responsabilità sociale’ per quelle aziende che non sono in crisi e decidono di chiudere l’attività dopo aver ricevuto aiuti pubblici: “Ci stiamo lavorando da parecchio – ha sottolineato Draghi – è una norma complessa perché deve essere efficace e realistica”. E proprio su riforme, tutela dell’occupazione, salute e sicurezza sul lavoro e attuazione del Pnrr i sindacati ieri hanno chiesto al premier di convocare al più presto un incontro per affrontare i temi relativi alla realizzazione del Protocollo con le parti sociali sul Pnrr, alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, a una verifica dell’intesa raggiunta lo scorso 29 giugno sulla tutela dell’occupazione.