Audizioni su Dl ex-Ilva. “Si rischia bomba sociale”

31 gennaio 2024 – Si sono svolte ieri le audizioni delle parti sociali sul decreto ex-Ilva. Associazioni e sindacati hanno chiesto a gran voce di tutelare l’indotto di Acciaierie d’Italia e garantire la continuità produttiva degli stabilimenti. Al contrario, sottolineano, i ventimila lavoratori coinvolti nella vicenda e il futuro della siderurgia italiana rischierà un colpo durissimo, anzi mortale tenendo conto dei danni causati dall’amministrazione straordinaria del 2015. “Il commissariamento rischia di aprire una voragine da oltre 140 milioni di euro nei bilanci delle aziende dell’indotto”, sostiene Aigi, in rappresentanza di 100 imprese e 4.000 lavoratori che orbitano attorno all’ex Ilva di Taranto. “Il 40% dei lavoratori dell’indotto non ha ancora ricevuto lo stipendio di dicembre e la tredicesima. Inoltre stiamo registrando i primi licenziamenti”, afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.
Mentre si discute dei parametri del decreto, il Governo è impegnato nel confronto con il colosso Arcelor Mittal. Il prossimo 2 febbraio avrà luogo l’ispezione dei commissari di Ilva nello stabilimento tarantino.  
Oggi il Ministro del Lavoro, ospite della trasmissione “Ping Pong” su RadioRai1 ha dichiarato: “Il governo sta lavorando, abbiamo un continuo e costante contatto con le organizzazioni sindacali, con l’indotto. L’obiettivo è preservare la forza lavoro e garantire la prosecuzione dell’attività: vogliamo continuare a fare l’acciaio in Italia e lo vogliamo fare in sicurezza, con un’attenzione specifica a preservare la salute e sicurezza. Non vogliamo chiudere”.