I sette operatori della cooperativa sono stati accusati di maltrattamenti a un gruppo di giovani disabili.

Roma, 14 luglio 2021 – Insulti, strattoni, percosse e anche solitudine durante le crisi dovute alla loro disabilita. È questo l’incubo in cui vivevano le loro giornate un gruppo di giovani disabili gravi, all’interno della cooperativa di Varese, struttura socio sanitaria diurna deputata alla loro cura, di cui sette operatori sono stati sottoposti a misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Varese. Le accuse sono di maltrattamenti aggravati, a seguito di un’indagine dei carabinieri. A quanto emerso gli ospiti venivano sottoposti a continue vessazioni e violenze, lasciati a se stessi senza controlli tanto da non accorgersi di ripetuti atti di autolesionismo da parte degli stessi minori. Filmati e intercettazioni sono riusciti a documentare ciò che succedeva all’interno del centro con “finalità educative e riabilitative di minori affetti da gravi disabilità”, una serie continua di maltrattamenti. Piedi legati durante l’ora del riposino, insulti, aggressioni immotivate, fino all’abbandono di quei minori disabili che necessitano di vigilanza continua a causa delle patologie da cui sono affetti (in particolare crisi, atti auto auolesionistici e crisi epilettiche) e che venivano invece lasciati soli in stanza.
In altre occasioni invece, gli operatori non sarebbero intervenuti per bloccare crisi o gesti pericolosi dei minori, lasciando si procurassero lesioni, abrasioni e ferite. Quattro degli operatori sottoposti al divieto di avvicinamento alle parti offese sono anche accusati di abbandono di persone minori o incapaci e lesioni personali colpose. Le indagini dei carabinieri sono partire nel marzo scorso, quando i genitori di uno dei minori ospiti del centro ha sporto denuncia ai militari dopo aver notato un grande cambiamento nel loro figlio disabile.