Denuncia della Lega del Filo d’Oro: “Rischio di esclusione”

Roma, 2 Dicembre 2020 – A causa delle limitazioni imposte per contenere la seconda ondata della pandemia di Covid-19, le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali rischiano di vivere totalmente isolate dalla società e le loro famiglie di dover sopperire ai servizi assistenziali e riabilitativi erogati a singhiozzo o fortemente ridotti. A denunciarlo è la Lega del Filo d’Oro in vista della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, fissata per domani.
“Il diritto all’inclusione nella società delle persone con disabilità dovrebbe essere una priorità di tutti, sia attraverso un passo in avanti a livello normativo con la piena attuazione della legge 107/2010, sia con interventi, servizi e ausili atti a garantire condizioni di vita migliori e maggiore livello di partecipazione sociale anche durante una pandemia globale – afferma Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro – Il riconoscimento della Lis e della Lis Tattile, inoltre, consentirebbe ad una persona sordocieca di beneficiare di un interprete cui potersi avvalere ad esempio in condizioni di emergenza, come ad un pronto soccorso. Questo sarebbe un sostegno fondamentale per gestire la propria vita, anche in un momento così difficile per tutti”.
“Noi persone sordocieche per comunicare con il mondo esterno utilizziamo il tatto e tutti noi, anche quando possiamo vivere da soli, abbiamo bisogno del sostegno di un operatore o di un assistente per compiere alcune azioni di vita quotidiana. Sapere che potremo contare su un vaccino e poter vivere in sicurezza quando richiediamo questi aiuti è una notizia che ci incoraggia e ci fa ben sperare – spiega Francesco Mercurio, Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro. – Ora auspichiamo che le persone con disabilità e in particolar modo le persone sordocieche proprio in virtù di questa esigenza anche comunicativa e di inclusione, possano rientrare tra quelle fasce di popolazione fragile, dopo i medici e gli operatori sanitari e sociali, che potranno beneficiare del vaccino.
Sarebbe un segno tangibile che, per una volta, non siamo stati dimenticati’ “In occasione di questa Giornata così simbolica, soprattutto quest’anno – conclude il presidente Bartoli – voglio esprimere tutta la nostra vicinanza alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e alle loro famiglie che si sono viste mancare, da un giorno all’altro, servizi assistenziali fondamentali per poter gestire nel quotidiano situazioni molto complesse”.