Disabilità in guerra, la tragedia nella tragedia

21 marzo 2022 – Lo scorso 10 marzo si è tenuta la prima conferenza stampa internazionale per accendere un faro sulla tragedia nella tragedia che vede protagonisti i 2,7 milioni di persone con disabilità in Ucraina durante il conflitto armato in atto.
Come accade sempre in guerra, questi cittadini “stanno vivendo una situazione di enorme vulnerabilità” per le quali “le persone, poi, che vivono in strutture istituzionali, già tagliate fuori dalle loro comunità, sono moltissime e rischiano di essere del tutto abbandonate e dimenticate“. Nella cornice della conferenza si è ricordato che tra queste si contano “quasi 100mila bambini e bambine” che sono “segregati dalla società, e un grandissimo numero di adulti con disabilità sono permanentemente istituzionalizzati”.
La conferenza è stata organizzata dal Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) , con l’Associazione Europea dei Fornitori di Servizi per le Persone con Disabilità (EASPD) e Inclusion Europe. A rappresentare l’Italia, la dott.ssa Luisella Bosisio Fazzi del Gruppo Donne dell’EDF che da numerosi anni si batte per la tutela dei diritti delle persone con disabilità che ha sottolineato come “l’alto tasso di istituzionalizzazione dell’Ucraina, come in tutti i paesi dell’Est Europa ed dell’ex area sovietica è in realtà alimentato da una grave mancanza di servizi territoriali, la mancanza di sostegno alle famiglie e lo stigma contro le persone con disabilità”. 
In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, la dott.ssa Bosisio Fazzi ha inoltre dipinto la drammatica realtà di una guerra in cui “chi vive nelle proprie case non può raggiungere i rifugi perché sono inaccessibili ad esempio alle carrozzine. I familiari, non potendo abbandonare questi soggetti fragili, vivono la stessa condizione e restano al loro fianco”.
Per leggere l’intervista integrale clicca qui

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