Disabili e Mobilità, un futuro molto incerto da qui al 2060

22 settembre 2020 – Nel 2060, le persone con disabilità cresceranno del 25%. Sul fronte della mobilità, i soggetti con disabilità che utilizzeranno i mezzi di trasporto saranno 2 milioni, il 50% dei quali guiderà un’auto e non rinuncerà a essere conducente. In questo scenario e di fronte alla domanda su come i mezzi di trasporto pubblico locale potranno rispondere alle esigenze di questa popolazione, il diritto negato alla mobilità sostenibile per le persone con disabilità si aggraverà nel 2060 se l’Italia non sceglierà con decisione la via dello sviluppo sostenibile.
È quanto emerge dalla ricerca “Il paradosso della mobilità”, realizzata da Fondazione Unipolis, in collaborazione con Anglat (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti) presentata pochi giorni fa.
“La pubblicazione “Il paradosso della mobilità” affronta il tema di un diritto che è tra quelli fondamentali per le persone con disabilità: la mobilità personale”, ha affermato Roberto Romeo, Presidente Anglat -. L’articolo 20 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge n.18/2009, ne definisce i criteri e gli ambiti ai quali gli Stati Partecipanti devono conformarsi. Le prospettive di reale bisogno di mobilità nei prossimi anni, in relazione anche alle dinamiche di invecchiamento della popolazione e dunque non solo in rapporto alle disabilità motorie, devono renderci consapevoli sulla necessità di realizzare a livello di Paese e con il concorso di tutti i player pubblici e privati, politiche che favoriscano gli investimenti per realizzare interventi strutturali che pongano al centro e trasversalmente agli interventi di settore, la mobilità e l’accessibilità per le persone con disabilità. Progetti che sarebbe auspicabile integrare tra quelli da presentare, a breve, all’Europa”.