Dipendenti contagiati in azienda: infortunio sul lavoro

Roma, 5 gennaio 2022 – L’Inail ha riconosciuto, primo caso in Italia, l’infortunio sul lavoro a 50 dipendenti dell’azienda FIAC Compressori di Pontecchio Marconi, in provincia di Bologna, che si erano contagiati nei mesi di Febbraio e Marzo 2021. Oltre a due operai ricoverati, le famiglie piansero due morti: un marito e una madre anziana.
Tale riconoscimento è frutto di una vertenza avviata dalla CGIL, insieme al Patronato INCA, che sostiene da tempo che se il contagio avviene in occasione del lavoro debba essere riconosciuto l’infortunio da parte dell’INAIL.
Durante una ispezione della Asl erano state accertate diverse irregolarità: distanze non rispettate m mensa e negli uffici, uso promiscuo di attrezzature e mancanza di disinfettante per igienizzarle, diniego alla richiesta di doppia mascherina per il cambio del dispositivo nelle 8 ore di turno in catena di montaggio e macchine del caffè troppo ravvicinate.
Per la Cgil “la qualificazione del periodo come infortunio e non come malattia è una tutela aggiuntiva per i lavoratori dal punto di vista contrattuale, per eventuali terapie post infezione e per il riconoscimento di postumi permanenti legati all’evento” e il sindacato sollecita “tutte le lavoratrici ed i lavoratori, che ritengano di essersi contagiati sul luogo di lavoro, ad avviare tutte le procedure per il riconoscimento dell’infortunio e per fare valere i propri diritti”. 
“Era già da tempo, prima dei contagi, che chiedevamo una doppia mascherina e più distanziamento in produzione – spiega una delegata sindacale, Barbara Gasparoni – I bagni non erano areati, le mense non scaglionate e per sanificare ci avevano dato uno spray sgrassatore, sembrava di chiedere l’elemosina, ho chiesto io l’intervento dell’Ausl. Hanno chiuso un giorno per sanificare solo dopo la nostra insistenza. Ma la nostra unione e la nostra convinzione ci hanno portato al risultato”.
Il riconoscimento dell’Inail ora apre la strada alle cause legali per il risarcimento danni. “Abbiamo già raccolto il mandato di 28 lavoratori, ma potrebbero arrivarne altri – spiega l’avvocato Franco Focareta, che sta seguendo la vicenda – Oltre all’occasione di lavoro, ora riconosciuta dall’Inail, secondo noi c’è stata una gestione abbastanza negligente da parte dell’azienda sia dell’attività lavorativa che dell’applicazione dei protocolli di sicurezza”.

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