Damiano: “più autonomia di spesa per l’INAIL da investire”

Roma, 3 gennaio 2022 – Sono oltre mille incidenti mortali registrati dall’Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, soltanto nei primi dieci mesi del 2021.
Un dato, avverte l’Inail, fortemente influenzato dalla pandemia da Covid-19 che, nel 2020, ha costretto alla chiusura di tutte le attività produttive non essenziali e al massiccio ricorso allo smart working.
Con la riapertura generalizzata delle attività e il rientro in azienda della maggior parte dei dipendenti, si è registrato un forte incremento degli incidenti soprattutto in itinere (lungo il tragitto casa-lavoro e viceversa). Rispetto ai primi dieci mesi del 2020, tra gennaio e ottobre di quest’anno, quelli mortali sono stati il 14,8% in più, mentre i casi in occasione di lavoro sono stati il 5,2% in meno.
Al netto dei contagi da Sars-Cov-2, nei primi dieci mesi del 2021 si osserva un aumento complessivo del 20,6% dei casi mortali, «da monitorare nelle future rilevazioni», avverte l’Inail.
Alla luce dei dati elaborati, l’ex Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, attualmente componente del Cda dell’Inail, denuncia la sussistenza di una evidente relazione tra la ripresa economica e gli infortuni sul lavoro, ritenendo che si debba fare di più in termini di prevenzione e sicurezza, a partire dalle risorse già esistenti.
“Le aziende – spiega l’ex Ministro– versano dei fondi all’Inail come premi assicurativi e l’Inail utilizza queste risorse per tutelare le persone che subiscono infortuni o malattie professionali. Il bilancio annuale, la differenza tra quello che entra e quello che esce, evidenzia che l’Istituto mette da parte ogni anno circa 1,5 miliardi. Quindi il ragionamento che io faccio è questo: anziché risparmiare risorse così abbondanti, risparmiamone una parte, perché è evidente che è necessario avere delle riserve tecniche per il buon andamento dell’Istituto, e spendiamo più risorse per i bandi utili a finanziare le imprese che presentano progetti di prevenzione, per chi compra un trattore nuovo o un macchinario che ha dei meccanismi automatici di prevenzione o in generale per nuova tecnologia o nuova ergonomia. Oppure, come per la formula bonus malus delle assicurazioni, diminuiamo le tariffe alle imprese che non hanno incidente o infortuni. O ancora allarghiamo la platea delle persone non ancora assicurate.” Il cambio di rotta, però, non è così immediato. “Ora, però, qual è il problema? L’Inail fa parte della cosiddetta contabilità dello Stato, quindi qualsiasi cosa che viene spesa fa debito. Quando noi abbiamo chiesto di risarcire più persone, anche per piccoli incidenti, diminuendo la franchigia e destinando appena 50 milioni all’anno – racconta Damiano – la Ragioneria e il Mef non ci hanno autorizzato la spesa perché ‘aumenta il debito dello Stato’. Quindi noi disponiamo di un risparmio ma non ne possiamo usufruire. Vorremmo più autonomia di spesa. Del resto – conclude l’ex Ministro del Lavoro – se queste risorse sono versate dalle imprese, è giusto che siano utilizzate per fare prevenzione, altrimenti è giusto che si dica alle imprese che è una tassazione occulta.”

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