Cude disabili: come funziona e come ottenerlo

Roma, 14 settembre 2021 – Con l’approvazione del Decreto Infrastrutture, pubblicato lo scorso 2 agosto in Gazzetta Ufficiale, giunge finalmente a compimento il processo di istituzione in Italia del Contrassegno unico disabili europeo (Cude), che consente a chi ha un handicap di circolare dove normalmente agli altri utenti è vietato. Un documento digitale, che sostituirà quello cartaceo che era stato introdotto a settembre 2012.

Ora finalmente esiste una banca dati unica (la «piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici», nell’Archivio nazionale dei veicoli tenuto dalla Motorizzazione), al posto di quelli di ogni singolo Comune. Ciò eviterà al disabile di dover comunicare agli altri Comuni che intende recarsi sul loro territorio e consentirà di circolare liberamente in tutta la Ue, cosa prima impossibile perché alcuni Stati non riconoscevano i documenti cartacei italiani.

Per ottenere il Contrassegno l’interessato deve presentare al proprio Comune la richiesta del codice univoco, associato al Cude. Può farlo anche in via telematica, se ha lo Spid o la carta d’identità digitale (articolo 65 del Dlgs 82/2005). In ogni caso, deve compilare il modulo previsto nel Dm, indicando, «secondo un criterio di priorità di preferenza, il numero di targa di uno o più veicoli, fino ad un massimo di due», che intende utilizzare per muoversi.

Sarà comunque possibile utilizzare anche altri veicoli in quanto Cude è personale e non legato al singolo veicolo. Occorrerà assicurarsi di aver prima comunicato la targa del veicolo che si intende utilizzare. Il Comune inserirà i dati, aggiornando la piattaforma unica. Il Ced della Motorizzazione genererà quindi il codice univoco e da quel momento il Cude potrà finalmente essere attivo. Dovrebbe essere risolto anche il problema degli abusi di chi utilizza pass di disabili deceduti: la piattaforma sarà aggiornata anche con il collegamento automatico tra il Ced e l’Anpr (Anagrafe nazionale della popolazione residente).