Crollo gru a Torino, domani il ministro Orlando in aula

Roma, 21 dicembre 2021 – Sul crollo della gru a Torino domani riferirà il ministro del Lavoro Andrea Orlando. L’appuntamento è alle 13 nell’Aula della Camera “per una informativa urgente del ministro”, così come si apprende dai gruppi parlamentari. Intanto, sulle cause reali della tragedia le ipotesi sono tante. Sembra escluso, per ora, il cedimento del piano stradale. Sulla Stampa di oggi si può leggere l’intervista a un montatore, la stessa qualifica dei tre operai uccisi dal crollo: “Stare lassù è bellissimo e rischiosissimo – dice Antonio Mella -. Adrenalina e concentrazione. Montare gru non è un lavoro per tutti: è un mestiere che va amato e non si deve fare per soldi. Io la penso così, se no rischi la pelle. L’incidente avvenuto a Torino mi ha fatto tanto male – aggiunge Mella – quella di sabato scorso è stata una delle giornate più dolorose della mia vita professionale. Perché sono cose che non dovrebbero capitare: qualcosa è andato storto, c’è stata della negligenza”.
“Conoscevo Marco perché ho più o meno la stessa età. Lo incrociavo talvolta nel magazzino dove di solito vado a rifornirmi di materiale. Siamo una piccola comunità. Ecco, siamo un po’ come gli indiani d’America che costruivano i grattacieli passeggiando sulle impalcature. Camminiamo su passerelle poco più grandi di un pacchetto di sigarette e non sappiamo cosa siano le vertigini”, spiega Mella. Come sono cambiate le dotazioni di sicurezza? “Si usava un’imbracatura classica, niente di tecnologico. Adesso è tutto diverso. Soprattutto sono cambiate le autogru che usiamo nelle operazioni assemblaggio: una volta non valevano niente, oggi sono affidabilissime. A Torino è andato tutto storto, anche la sicurezza della strada”, spiega. “In Svizzera non si lavora così – spiega – .Si fanno sopralluoghi accurati prima di iniziare e poi si chiudono le strade alle auto e ai pedoni. Lavoriamo con materiali pesanti: da quaranta metri d’altezza anche un piccolo bullone può uccidere”.

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