Crisi energetica: allarme povertà pensionati

Roma, 3 ottobre 2022 – La Confederazione sindacale europea (ETUC) ha lanciato l’allarme sulla incapacità delle pensioni statali di tenere il passo con l’aumento dell’inflazione causato dalla crisi energetica europea.
Sono le persone over 65 ad avere maggiore probabilità di non riuscire a pagare le bollette energetiche: secondo i dati Eurostat, già nel 2019 una persona over 65 su dieci non è stata in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione. Nel 2021, circa 17,7 milioni di persone con oltre 65 anni (1/5 di tutti gli anziani nell’Unione europea) vivevano a rischio povertà.
La principale causa risiede nel fatto che gli aumenti pensionistici non riescono a coprire l’aumento dell’inflazione nella maggior parte dei Paesi europei. Questo significa che le pensioni reali sono diminuite in tutta Europa: ad esempio nel 2022, rispetto all’anno precedente, in Italia si registra una diminuzione del 7% delle pensioni reali.
A questo si somma il fatto che le persone anziane sono maggiormente propense a trascorrere più tempo presso la propria abitazione, e questo grava notevolmente sul caro bollette.
È per questo motivo che ETUC e la Federazione europea dei pensionati e degli anziani (FERPA) chiedono interventi urgenti per contrastare la crisi del costo della vita per le persone più anziane. In particolare, è necessario aumentare le pensioni statali, sostenere economicamente le persone meno abbienti, vietare alle società energetiche di staccare i servizi per i mancati pagamenti e imporre tariffe sui costi delle bollette.

 

(Fonte: Confederazione sindacale europea – ETUC, 30 settembre 2022)