Roma, 16 dicembre 2020 – L’avvento del Covid-19 ha trovato Roma una città in forte affanno: nel 2019 già si registrava un forte peggioramento delle condizioni di precarietà socio-economica sofferta da un numero sempre maggiore di persone e di famiglie e allo stesso tempo l’allargamento della forbice tra classi sociali, con forti polarizzazioni. E’ uno dei tanti passaggi del Rapporto Caritas 2020  dal titolo “La povertà a Roma: un punto di vista”.
Nei primi mesi del 2020 questa situazione ha continuato ad accentuarsi. Tra gli indici più aggiornati si possono citare quelli BES 2020 (Relazione sugli indicatori del benessere equo e sostenibile del Ministero dell’Economia e delle Finanze) da cui si evince l’allarmante dato relativo all’aumento della deprivazione materiale che sta colpendo la città: il 9,4% della popolazione romana si trovava infatti in difficoltà a causa dell’impossibilità di poter affrontare spese improvvise o quelle legate all’abitazione (mutuo, locazioni, spese condominiali, bollette). Allo stesso tempo anche il dato della grave deprivazione abitativa (immobili insicuri o precari, immobili mal riscaldati, immobili in condizioni igieniche inadatte, alloggi in strada – roulotte o tende, ecc.) segna un andamento in accelerazione, con una percentuale del 6,9% sull’intera popolazione, superiore di quasi 2 punti percentuali rispetto al dato nazionale (pari al 5%). Complessivamente, nella Capitale, la quota di popolazione a rischio povertà è del 18%. Ancora più preoccupante è la misurazione Istat su base nazionale del sovraffollamento abitativo: nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Tale condizione di disagio è più diffusa per i minori, il 41,9%, dato che penalizza drammaticamente non solo la vita privata nell’abitazione ma anche la concentrazione e la partecipazione alla didattica a distanza in situazione Covid. I dati contenuti nel Rapporto 2019 della Caritas romana vedevano una notevole disuguaglianza nella distribuzione dei redditi con l’aumento di sacche di disagio sociale. Circa il 40% dei contribuenti romani presentava un reddito fino a 15.000 euro, un altro 40% tra 15.000 e 35.000. Solo il 17,5% della popolazione dichiarava redditi imponibili tra 35.000 e 100.000 euro. Anche le 35.780 domande per il Reddito di Cittadinanza nel solo Comune di Roma nell’ultimo anno hanno riguardato ben 80.351 persone (coinvolgendo il nucleo familiare del richiedente); mentre le Pensioni di Cittadinanza hanno coinvolto 6.629 persone. Tutte le prime dieci aree romane per incidenza di domande accolte sono periferiche e caratterizzate dalla presenza di consistenti insediamenti di edilizia popolare o da borgate ex abusive. Roma inoltre continua ad essere una città in crisi demografica, con sempre meno residenti e l’incremento del peso degli anziani. La popolazione, nell’ultimo anno, aveva perso 16mila residenti rispetto al 2018 e presentava un indice di vecchiaia con 170 over65enni ogni 100 minori under14enni.