Roma, 3 giugno 2020 – Il 31 maggio durante la trasmissione ‘In mezz’ora’ su RAI 3 il primario del reparto di terapia intensiva del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, ha dichiarato che: “Il #coronavirus?  Da un punto di vista clinico non esiste più. Circa un mese fa sentivamo gli epidemiologi dire di temere grandemente una nuova ondata per la fine del mese, o per inizio di giugno, e che chissà quanti posti di terapia intensiva c’erano da occupare. In realtà non è così”. Le sue parole hanno scatenato un’accesa discussione tra medici ed esperti. Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli, non può che esprimere il suo sconcerto di fronte alle parole del primario: “Basta semplicemente guardare al numero di nuovi casi di positività che vengono confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del nuovo #coronavirus”. Non bisogna abbassare la guardia, ma continuare a mantenere il distanziamento sociale e utilizzare i dispositivi di protezione individuale per prevenire i possibili contagi”. Conclude Locatelli: Dovremmo tutti rallegrarci che le misure di #lockdown abbiano prodotto gli effetti sperati contenendo la diffusione epidemica con risparmio di tante vite umane e questo risultato inconfutabile deve spingere a continuare sul percorso della #responsabilità dei comportamenti individuali da non disincentivare attraverso dichiarazioni pericolose che dimenticano il dramma vissuto in questo Paese. È altrettanto chiaro, anche a occhi non esperti, che la gestione clinica dei malati è certamente oggi facilitata dal minor numero di casi rispetto a quelli osservati nei giorni di picco e da quanto si è imparato in questi mesi. Questi sono i fatti concreti, il resto opinioni personali”.

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