Roma, 15 marzo 2021 – Con l’introduzione delle misure restrittive per contenere l’epidemia, occorrono nuove risorse per dare aiuto ai genitori che da oggi dovranno gestire i figli in Dad. Con 9 studenti su 10 che si ritroveranno a seguire le lezioni a distanza, alle forze politiche viene richiesto uno sforzo in più per dare un sostegno più consistente alle famiglie, quantomeno estendendo ad altre categorie la possibilità di richiedere il bonus babysitter (ora riservato ad autonomi, forze di polizia e sanitari). Con il nuovo decreto Covid, rassicura il viceministro all’Economia Laura Castelli, è stato fatto un “primo passo”, ma ora arriverà il decreto Sostegni, che costituisce di fatto la prima “manovra” del governo Draghi, con cui si potrà già tentare di rafforzare gli interventi. Altrimenti, chiarisce il ministro Mariastella Gelmini, “se serviranno altri soldi useremo il nuovo scostamento”. La coperta per i sostegni potrebbe già essere corta, visto che i 32 miliardi di extradeficit al momento disponibili sono “interamente impegnati”, come ha spiegato lo stesso presidente del Consiglio nei giorni scorsi. Le due voci più pesanti restano, come nei decreti economici che hanno contrassegnato il primo anno di emergenza, le protezioni del lavoro e gli aiuti alle imprese, due voci che da sole assorbono oltre 20 miliardi: per gli indennizzi alle Pmi fino a 10 milioni, senza il paletto dei codici Ateco, serviranno circa 11 miliardi, mentre per il pacchetto lavoro circa una decina, tra rinnovo della Cig Covid (“cassa integrazione guadagni”) fino a giugno per tutti e fino a ottobre per i più piccoli, nuove indennità per stagionali, precari dello sport e dello spettacolo, rinnovo del Reddito di emergenza e rifinanziamento del Reddito di cittadinanza. Altri 3 miliardi circa, poi, dovrebbero servire per dare ossigeno ad enti locali e al trasporto pubblico locale. L’obiettivo del governo è quello di chiudere entro la settimana, anche per placare i malumori per i ritardi che iniziano a essere sollevati anche dalla maggioranza. I nodi da sciogliere restano ancora molti, a partire dal “condono mascherato” contro cui si schiera Leu. Sono soprattutto i genitori dei più piccoli a trovarsi in difficoltà, perché l’accudimento risulta incompatibile con lo smart working e il congedo al 50% è penalizzante per chi  già fatica ad arrivare a fine mese con lo stipendio pieno. Dalla presidente del Pd Valentina Cuppi a Leu fino a Fratelli d’Italia, i partiti si schierano contro la retribuzione ridotta dei congedi speciali, mentre già nel Consiglio dei ministri che ha approvato le norme si era levata la richiesta di ampliare la platea del bonus babysitter.