Con un tumore e ipovedente, Inps le nega invalidità totale

Roma, 26 gennaio 2021 – “Mi chiamo Marta Pellizzi, ho 31 anni e vivo a Imola. Voglio raccontarvi l’ennesima ingiustizia subita dall’Inps”. Comincia così il messaggio sui social di Marta, 31 anni, imolese, che dal 2007 lotta contro un tumore cerebrale particolarmente recidivante, che le ha anche danneggiato la vista, “ormai persa” scrive la ragazza. “Ho lottato per il riconoscimento dell’invalidità civile, tanto che solo dopo una sentenza del Tribunale di Bologna ho ottenuto il 100% d’invalidità con accompagnamento, manco fosse un premio. Poi è arrivata una nuova chiamata per la visita. Le documentazioni richieste non vengono valutate – scrive ancora Marta -, nel verbale di visita non si fa cenno alla condizione di gravità, ma si solleva il fatto che io sia ‘laureata’, come se questo fosse un elemento probante di una truffa ai danni dell’Inps. Risultato: l’invalidità riconosciuta cala dal 100% al 70%. E mi tolgono l’accompagnamento”. Proprio grazie alla campagna sui social, accompagnata dall’hashtagh #ioNonMollo, Marta racconta che l’Inps l’ha ricontatta e “in seguito a una loro azione di autotutela sono riuscita ad aver un amaro contentino, ma non mi è stato riconosciuto l’accompagnamento”. Ma la 31enne è intenzionata ancora a far valere i suoi diritti e quindi chiede al presidente dell’Inps Pasquale Tridico e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella “se è normale, dopo una precedente sentenza che condannava l’Inps, venire nuovamente valutata e ricevere tale sforbiciata. Rivoglio i diritti nella loro totalità: invalidità al 100% con accompagnamento. Non accetterò ‘contentini'”.

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