Con Segre scompare un pilastro del cinema d’inchiesta

8 febbraio 2024 – In un periodo in cui il cinema politico e sociale sembra essere caduto nell’oblio, in una giornata in cui ANMIL ha enfatizzato con forza – attraverso la proiezione del documentario “InSicurezza” – l’importanza e la potenza del mezzo cinematografico nel discutere la nostra attualità e sensibilizzare il pubblico, il 5 febbraio ci ha lasciato Daniele Segre.
Vittima di una fulminea malattia, al regista alessandrino va riconosciuto il merito di essere stato tra gli autori che meglio ha saputo raccontare l’Italia contemporanea: gli umori, il lavoro, le battaglie, le disillusioni.
Morire di lavoro rimane per noi un’indagine filmica di inedito spessore e meritevole della più ampia diffusione che, come spesso accade nell’ambito del cinema sociale, dal 2008 – anno della sua uscita – non ha mai avuto il giusto riconoscimento.
ANMIL premiò Segre nel 2008 con la seguente motivazione: “Perché con Morire di Lavoro ci mostra le facce e ci fa sentire le voci di chi sopravvive con tanto dolore e difficoltà alla mancanza di una vera cultura della sicurezza diffusa e condivisa, che prima ancora di tanti lavoratori uccide la dignità di una nazione intera. Inoltre il suo impegno per promuovere il film in tante scuole italiane permette alla stessa opera cinematografica di vivere e di essere vista e discussa, ma soprattutto permette di vivere alla speranza di avere domani cittadini più responsabili della loro e altrui vita, sia sul lavoro che in ogni ambito della vita”.

Un archivio prezioso, quello custodito dalla società “I Cammelli” di proprietà di Segre stesso. Un’eredità inestimabile quella del suo insegnamento attraverso i vari Istituti dedicati allo studio dell’antropologia visiva e cinematografia documentaria in Italia.
Prossimamente Radio ANMIL Network dedicherà all’autore una puntata, vi terremo aggiornati sui nostri canali.