L’amarezza dei parenti delle vittime di Rigopiano

15 febbraio 2024 – Si è conclusa ieri la sentenza per la tragedia di Rigopiano quando, il 18 gennaio 2017 una valanga travolse il Resort omonimo e uccise 29 persone. Confermate 22 assoluzioni e le 5 condanne inflitte in primo grado, condannati invece l’ex prefetto di Pescara, Provolo e il suo capo di gabinetto Bianco che erano stati assolti un anno fa. Provolo e Bianco  sono stati ieri condannati per falso e omissione con una pena rispettivamente di un anno e 8 mesi e di un anno e 4 mesi. Delusione da parte dei parenti delle vittime per il fatto che Provolo è stato ieri assolto per il reato più grave di omicidio plurimo, disastro e lesioni. Entrambi sono stati assolti nella presunta vicenda del depistaggio. Il tecnico del comune di Farindola Luigi Colangeli è stato inoltre ieri condannato con una pena di 2 anni e 8 mesi. Colangeli, per il quale la procura pescarese aveva chiesto 11 anni e 4 mesi, era implicato come colui che si occupava dei permessi edilizi di ampliamento del resort, in un luogo evidentemente non idoneo a realizzare un hotel visto che si trovava in un punto storicamente interessato da valanghe.
“Ci aspettavamo di più” è l’amaro commento dei parenti delle vittime del disastro. “Tutte le allerte valanga sono state ignorate. Con questa sentenza muore la prevenzione in Italia. Che la facciamo a fare?» ha detto a caldo Egidio Bonifazi, padre di Emanuele, 31enne addetto alla reception dell’hotel Rigopiano, morto il 18 gennaio 2017 nella struttura di Farindola travolta da una valanga.