Sulla chiusura di Radio Radicale l’ultimo “no” di giornalisti e costituzionalisti

7 maggio – Radio Radicale, la nota emittente radiofonica nata tra la fine del 1975 e l’inizio del 1976, si trova in questo momento ad affrontare una delle sfide più grandi della sua esistenza, ovvero convincere il Governo a rivedere la sua decisione affinché la convenzione venga rinnovata. La vicinanza espressa da costituzionalisti, storici e docenti si traduce in un semplice ma assordante appello: “L’informazione è un diritto che non può essere degradato a mero prodotto di mercato. Radio Radicale svolge un ruolo pubblico straordinario, insostituibile. È un esempio di informazione al servizio della conoscenza pubblica. Spegnere Radio Radicale significa impoverire la società e la cultura italiana, significa ferire la sua democrazia”. 
Questo è il messaggio con cui autorevoli personalità del mondo della politica e del giornalismo, e non solo, sostengono la battaglia di Radio Radicale, una battaglia che a causa del taglio fondi all’editoria previsto dalla manovra di bilancio,  dimezzerà le risorse provocandone la chiusura. 
Domenica 5 maggio, a piazza Mattei, si sono riunite diverse associazioni e personalità con l’intento di far sentire la propria voce in difesa di Radio Radicale: Articolo 21, FNSI, Associazione Stampa Romana, Comunità Ebraica di Roma, Comunità di Sant’Egidio, sindacati, cittadini i quali hanno rivolto un appello a mobilitarsi insieme per la vita dell’emittente radiofonica, nella speranza che analoghe iniziative possano presto realizzarsi in tutte le città italiane.
La manifestazione vuole essere un momento di mobilitazione per chiedere al Governo e alle Istituzioni di evitare la cessazione delle attività della storica radio prevista per il prossimo 20
Maggio, un servizio pubblico che ha saputo raccontare dall’interno delle aule parlamentari, di tribunale o all’interno di carceri, facendo un prospetto importante ed imparziale delle condizioni delle nostra democrazia.
La stessa Radio ha lanciato una petizione sul proprio sito, a cui hanno aderito personaggi illustri allo scopo di salvare l’emittente e garantire il diritto dei cittadini all’informazione libera.  
Anche l’ANMIL si è mostrata partecipe a sensibilizzare questo appello, attraverso un’intervista sul nostro sito condotta da Luce Tommasi al direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio, si è discusso di molteplici aspetti tra cui il tema degli infortunati sul lavoro e la limitazione della libertà di informazione, intervista che ha fatto trapelare un senso di preoccupazione verso l’operato delle Istituzioni poco attente a non rendersi conto dell’importanza che ricopre il ruolo che la stessa Radio svolge, ovvero quello di rendere i cittadini più consapevoli di quello che succede nei Palazzi del potere e non solo.
È possibile visionare i firmatari della petizione e sostenere Radio Radicale sottoscrivendo la petizione pubblicata sul sito dell’emittente o facendo click qui.
Per leggere l’intervista al direttore, Alessio Falconio, clicca sul seguente link: https://www.anmil.it/il-blog-luce-sui-fatti/alessio-falconio-direttore-di-radio-radicale-intervistato-da-luce-tommasi-per-lanmil/