Chiarimenti sulla figura del “referente COVID” nelle scuole

9 settembre 2020 – Le vacanze stanno per finire e il primo giorno di scuola è ormai alle porte. Tra le tante novità adottate dagli istituti per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus, c’è l’introduzione della figura del “referente COVID” che avrà il compito di promuovere azioni di informazione al personale e alle famiglie, ricevere segnalazioni nel caso in cui risultassero contatti stretti con un caso di COVID e trasmetterle alla ASL competente, predisporre una sorveglianza degli alunni con fragilità, dalle disabilità alle malattie croniche. Il referente COVID può essere il dirigente scolastico, un docente oppure un membro del personale ATA. Deve ricevere una formazione specifica sugli aspetti principali di trasmissione del coronavirus, sui protocolli di prevenzione e controllo in ambito scolastico e sulle procedure di gestione dei casi COVID sospetti o confermati. Dal 1 settembre è disponibile sul sito del Ministero dell’Istruzione un percorso formativo  indirizzato ad insegnanti, personale scolastico e professionisti sanitari per poter tenere sotto controllo e gestire i possibili casi di COVID – 19 negli istituti scolastici. 
Il corso sarà disponibile on line fino al 15 dicembre. L’associazione dei Presidi (ANP) ha pubblicato sul proprio sito un vademecum per fare chiarezza sul ruolo e sui compiti specifici del referente COVID all’interno della scuola. La persona designata  non ha competenze di tipo sanitario e para-sanitario ma, otre agli incarichi di relazione e comunicazione, dovrà interfacciarsi con la ASL che a  sua volta dovrà individuare una figura che si interfaccerà con la scuola. “Questo per facilitare lo scambio di informazioni, se, per fare un esempio, vanno effettuate analisi epidemiologiche nel caso in cui ci sia un positivo a scuola”, spiega il presidente dell’ANP Antonello Giannelli,Sono figure che servono a tenere comunicazioni con l’altro soggetto preposto al caso, non hanno competenze di tipo sanitario o para-sanitario ma di tipo comunicativo e informativo”. Il vademecum consiglia di nominarne almeno due per plesso, in modo da prevedere un sostituto ed evitare interruzioni delle procedure in caso di assenza.  
L’ANP si dichiara inoltre favorevole al ripristino della figura del medico scolastico negli istituti: “ Servirebbe, certo”, osserva Giannelli, ”Non è detto vada previsto in ogni scuola, ma potrebbe essere inserito per un gruppo di plessi scolastici. Un tempo nelle scuole il medico scolastico c’era, era dedito soprattutto al controllo delle vaccinazioni. Una volta che è venuta meno l’emergenza legata alle grandi malattie, è stata abolita questa figura. Il COVID può spingerci a ripristinarla magari temporaneamente”.

 

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