Catalfo, #smartworking e conciliazione casa-lavoro a cura dell’Ufficio Servizi Istituzionali ANMIL

Roma, 7 maggio 2020 – La Ministra del lavoro Nunzia Catalfo così dichiara oggi nel corso del Question time al Senato: “È noto che nel nostro Paese, benché tutti i dati a nostra disposizione evidenzino una maggiore performatività delle donne sin dalla scuola e dall’università, il tasso di occupazione femminile è stabilmente inferiore rispetto a quello maschile.
L’Istat ci dice che nel 2019 vi è un tasso di occupazione femminile al 50 per cento, a fronte del 68 per cento di quella maschile. Questo è un gap ovviamente molto marcato che ci pone in una grande differenza rispetto ad altri Paesi europei.
Alla luce dei dati sull’occupazione femminile dell’emergenza epidemiologica in atto, che ha portato alla chiusura pressoché totale dei servizi educativi delle scuole, servono oggi più che mai interventi strutturali sul piano della conciliazione tra vita e lavoro che siano pensati in modo da incentivare anche un effettivo riequilibrio delle responsabilità di cura, tuttora troppo spesso appannaggio esclusivo delle donne. Come Ministro del lavoro, sin dall’inizio ho ritenuto e ritengo prioritario intervenire per affrontare la disparità salariale tra uomo e donna. L’introduzione di un salario minimo può andare verso questo indirizzo, come il contrasto all’abuso del part time involontario, spesso imposto alle donne e recepire la direttiva sulla conciliazione vita-lavoro, che tra l’altro prescrivere le attribuzioni necessarie di una quota dei congedi parentali al padre. Reputo, inoltre, necessario intervenire per consentire una paritaria progressione di carriera per le donne, eliminando ogni forma di disparità e creando misure di sostegno al reddito per far fronte alle spese dei servizi per l’infanzia.
Durante la fase emergenziale il ricorso allo smart working è stato lo strumento principale per consentire ai lavoratori di operare in sicurezza. È di tutta evidenza che, a causa delle esigenze di tempestività legate alla gestione dell’emergenza, non vi è stata la possibilità di disciplinare in modo espresso, tantomeno in via negoziale, aspetti di natura organizzativa, tra i quali il diritto alla disconnessione. Proprio a tal fine, è mia intenzione avviare un tavolo di confronto finalizzato a rivedere la disciplina del lavoro agile quale strumento idoneo ad affrontare la graduale riapertura delle attività nell’ottica di una ratio che porta a innovare la strumentazione lavoristica in capo a imprese e parti sociali nell’organizzazione del lavoro.
Nell’attuale fase di crisi sanitaria abbiamo previsto, come sappiamo tutti, ulteriori misure mirate a garantire un sostegno alla responsabilità di cura delle famiglie e ideate con particolare attenzione all’aspetto della neutralità di genere.
Parlo dei quindici giorni di congedo parentale, che è riferito ad entrambi i genitori e che qualsiasi lavoratore può prendere fino ai dodici anni di età del figlio; o anche del bonus babysitter per tutti gli autonomi e per tutti i lavoratori, elevato a 1.000 euro per gli operatori sanitari e per le forze dell’ordine. È però mio intendimento rafforzare queste misure nel prossimo decreto, attraverso il prolungamento del congedo parentale da usufruire nel periodo emergenziale, e riproporre il bonus babysitter introducendo una novità, cioè la possibilità di utilizzarlo anche per i servizi per l’infanzia e per i centri estivi. È necessario evitare che l’emergenza comporti l’aggravamento dei carichi di cura, troppo spesso delegati esclusivamente alla donna. Per tale motivo, con i ministri Bonetti, Azzolina e Spadafora, con le Regioni e con l’ANCI, abbiamo definito delle linee guida, che abbiamo sottoposto al comitato tecnico-scientifico, al fine di poter riaprire i centri estivi e i servizi per l’infanzia in sicurezza.
Concludo dicendo che, affinché le donne possono avere reali opportunità di vita e di lavoro nel nostro Paese, bisogna rimuovere ogni ostacolo non solo di carattere sociale ed economico, ma anche culturale, consentendo loro di attuare il proprio progetto di vita in piena autonomia (queste sono le parole chiave) e con autodeterminazione. Sono sicura che insieme possiamo arrivare a un buon risultato”.