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Cassazione, malattia prof. senza prova del contagio

Cassazione, malattia prof. senza prova del contagio

12 ottobre 2022 – La Corte di Cassazione ha emesso una interessante sentenza su un caso di malattia professionale e più nello specifico sulla prova dell’evento infettante quando questa è dovuta ad un contagio da virus. Con la sentenza n. 29435 del 10 ottobre 2022 la suprema Corte si è pronunciata sul ricorso di un dipendente di una Rsa il quale, dopo aver contratto l’epatite, aveva richiesto il riconoscimento della malattia professionale, pur non essendo in grado di dimostrare di aver contratto l’infezione durante la propria attività lavorativa. Il ricorrente non aveva indicato uno specifico fatto verificatosi nello svolgimento della propria attività a cui imputare il contagio, quale una puntura con un ago infetto o l’avere operato una data medicazione senza guanti, provando di non avere contratto la malattia prima dell’assunzione presso la RSA e rilevando che nello svolgimento delle sue mansioni di infermiere avesse frequentemente medicato pazienti affetti da epatite.
In prima istanza il tribunale, e successivamente in secondo grado di giudizio la Corte di Appello, avevano rigettato la richiesta del dipendente della Rsa, in mancanza di una prova del fatto all’origine della malattia.
La pronuncia della Cassazione ha invece ribaltato questo orientamento, ritenendo che per la copertura dall’Inail nei casi di infezioni virali può essere sufficiente ricostruire in “via probabilistica” il nesso tra la malattia e l’attività lavorativa, “senza necessità di riscontrare l’esistenza di uno specifico episodio o contatto infettante in occasione di lavoro”.
La Cassazione premette che ci sono orientamenti contrastanti, e che la stessa Corte a volte ha concordato con la necessità di indicare il momento del contagio, ma in questo caso richiama passate decisioni secondo cui costituisce “causa violenta anche l’azione di fattori microbici o virali” a patto che “sia in rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa, anche in difetto di una specifica causa violenta alla base dell’infezione”.

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