Carlo Bonomi designato nuovo Presidente di Confindustria

17 aprile 2020 – Il trentunesimo Presidente di Confindustria, designato con 123 voti contro i 60 per Licia Mattioli, sarà Carlo Bonomi. Per l’ufficializzazione della carica bisognerà attendere il voto in assemblea del 20 maggio prossimo ma, sino ad ora, non è mai accaduto che l’Assemblea abbia smentito il voto di designazione.
Bonomi è stato scelto dagli industriali del nostro Paese per raccogliere una sfida epocale: far ripartire il mondo produttivo durante, e a seguito, dell’emergenza Coronavirus in corso.
L’ex Presidente di Assolombarda conferma, come futuro Presidente di Confindustria, una linea dirompente: “Credo che la strada di far indebitare le imprese non sia la strada giusta” dice delle misure di sostegno messe in campo. E sottolinea la mancanza di un metodo, dallo strumento “anacronistico” dei codici Ateco per individuare le attività essenziali da tenere aperte alla “proliferazione” dei comitati di esperti che “dà il senso che la politica non ha capito, non sa dove andare”. Una politica, dice, che ha esposto gli imprenditori “ad un pregiudizio fortemente anti-industriale che sta tornando in maniera molto importante in questo Paese. Io veramente non pensavo più di sentire l’ingiuria che le imprese sono indifferenti alla vita dei propri collaboratori”. E  rivolgendosi ai sindacati: “Sentire certe affermazioni mi ha colpito profondamente”. E la linea che si preannuncia non è solo sull’attualità dell’emergenza Covid-19, è anche quella di una chiara distanza dalla politica di “provvedimenti come il reddito di cittadinanza e quota 100”, di “aver smontato Industria 4.0”, cose che hanno “vanificato” gli sforzi fatti sulla via della ripresa dopo la crisi del 2008.
Anche dal Presidente uscente Vincenzo Boccia, che a maggio lascerà la presidenza alla fine di un mandato che per statuto non è rinnovabile, arriva l’invito a “riscoprire i valori fondamentali dello spirito di comunità di Confindustria” con l’auspicio che il suo successore “sia il presidente della ricostruzione dell’economia del Paese”.